Prato, multe per 10 milioni di euro ma nel bilancio ce ne sono 20
È l’effetto della sentenza della Corte dei conti che impone al Comune di inserire gli importi nell’anno in cui si prevede di incassare le sanzioni
PRATO. Il Comune di Prato anche quest’anno calcola di fare multe per circa 10 milioni di euro, ma nel bilancio di previsione ha indicato un importo quasi doppio, 19 milioni e 620mila euro, un milione e 700mila in più rispetto all’anno precedente.
Il dato balza all’occhio tra le cifre fornite nel corso del consiglio comunale di giovedì e ha una spiegazione in gran parte contabile. È la conseguenza della sentenza con la quale la Corte dei conti ha imposto al Comune una nuova modalità di contabilizzazione delle sanzioni. Finora l’importo veniva iscritto nel bilancio dell’anno in cui erano state fatte le multe; d’ora in poi dovrà essere imputato nel bilancio dell’anno in cui si prevede di incassarle. E dunque, per il 2023, ai circa 10 milioni di sanzioni che si prevede saranno irrogate agli automobilisti che non rispettano le regole vanno aggiunte quelle fatte nel 2019 e non pagate, che vengono trasmesse dalla SoRi, la società di riscossione, oltre alle maggiorazioni.
Il dato dei quasi 20 milioni, insomma, è irreale. Anche perché in una città di 200.000 abitanti, tolti i bambini, i novantenni e chi le multe non le prende mai, la media di sanzioni per ogni residente sarebbe stata sui 200 euro l’anno, francamente eccessiva anche come previsione. Ma anche togliendo il sovraccarico imposto dalla Corte dei conti, i dieci milioni di multe “vere” che il Comune prevede di fare non sono pochi. Restando sul precedente calcolo, si tratta di un centinaio di euro per ogni automobilista pratese indisciplinato, forse un po’ meno se contiamo quelli di passaggio, che non sono pochi.
In realtà si mette in conto 10 per riscuoterne 5: questa è la percentuale di effettivo incasso, tolti quelli che non pagano o si rendono irreperibili. Una percentuale compresa tra il 5% e il 7% è costituita da stranieri, in gran parte commercianti e autotrasportatori che vengono a fare acquisti nel Macrolotto cinese dei pronto moda. Loro spesso pagano perché vengono fermati dalla Municipale e sono costretti a saldare sul posto per evitare sanzioni accessorie o il sequestro del mezzo. Molti altri invece se ne infischiano aspettando la prossima sanatoria. La percentuale d’incasso dipende poi anche dalla situazione economica, come si è visto dopo il 2008 a causa della crisi che spinse molti a non pagare le multe per pagare le bollette.
Secondo Marco Maccioni, comandante della polizia municipale, la cifra di 10 milioni in una città come Prato, che è al tempo stesso industriale e di collegamento, è fisiologica. Oltre il 40% delle sanzioni arrivano dai varchi del centro storico e dagli autovelox.
L’effetto della sentenza della Corte dei conti, stando al bilancio di previsione, si farà sentire anche nel 2024 e nel 2025, quando nel capitolo sanzioni sono indicati 17 milioni e 597mila euro.
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