Il Tirreno

Prato

Le indagini

Trovato un frammento della tela del XVII secolo rubata nel 1979: «La Sant’Orsola torna a casa»

di Ilenia Reali
Trovato un frammento della tela del XVII secolo rubata nel 1979: «La Sant’Orsola torna a casa»

L’accertato scempio causato all’opera originale rende concreta la possibilità che ulteriori ritagli della stessa possano esser stati immessi nel mercato dell’arte

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PRATO. «Un anno fa un amico, storico dell’arte anche lui, mi disse che gli sembrava di aver visto un frammento di una pala rubata a Carmignano tra le opere di un’asta. Avevamo pubblicato una foto in bianco e nero in un libro, controllai e capimmo che era effettivamento un pezzo di quell’opera», a raccontare della segnalazione di quell’opera Nucleo carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze è Claudio Cerretelli dell’ufficio beni culturali della diocesi di Prato. «Provai a contattare il nucleo carabinieri di Roma e mi rimandarono ai colleghi di Firenze. Provai a chiamare la casa d’aste e facemmo direttamente la denuncia per bloccare la vendita. Non fu battuto, sapevo quindi che l’opera, purtroppo tagliata in chissà quante parti, sarebbe stata restituita».

Ora il dipinto olio su tela del XVII secolo raffigurante “Sant’Orsola”, frammento della pala d’altare originariamente raffigurante nella sua interezza “La Crocifissione di Cristo con Sant’Orsola e Santa Lucia”, trafugata nell’aprile del 1979 dalla Chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano, è stata restituita dal comandante del Nucleo carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale di Firenze Claudio Mauti, al parroco della chiesa don Elia Matija.

Attraverso l’interrogazione della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, la più completa banca dati di opere d’arte rubate esistente al mondo gestita dal Comando TPC, dopo la segnalazione, è stata accertata la perfetta corrispondenza tra l’opera posta in vendita in una casa d’aste del Nord Italia con una porzione della pala d’altare raffigurante, nella sua interezza, “La Crocifissione di Cristo con Sant’Orsola e Santa Lucia”, già al tempo catalogata alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato e denunciata quale provento di furto nell’aprile del 1979 dall’allora parroco Don Aldo Magnarelli. L’accertato scempio causato all’opera originale rende concreta la possibilità che ulteriori ritagli della stessa possano esser stati immessi nel mercato dell’arte. «Il risultato – fanno sapere i carabinieri – è non solo un esempio concreto della sinergia tra il comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e gli Uffici Beni Culturali delle varie Diocesi, ma anche dell’importanza sia della catalogazione delle opere d’arte ecclesiastiche, sia delle informazioni fornite in sede di denuncia, le quali alimenteranno la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, strumento indispensabile per i militari del Reparto specializzato dell’Arma per recuperare, anche a distanza di decenni, beni di cui si erano perse ormai le tracce, restituendoli alla comunità».


 

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