Il Tirreno

Prato

CONTEMPORANEAFESTIVAL 22 

Dall’Argentina a Prato il cubo contro la violenza

Riccardo Tempestini
Qui sopra il cubo, ovvero la stanza trasparente che verrà posizionata in una zona di passaggio del centro e al cui interno due attori o attrici reciteranno storie di violenza di genere
Qui sopra il cubo, ovvero la stanza trasparente che verrà posizionata in una zona di passaggio del centro e al cui interno due attori o attrici reciteranno storie di violenza di genere

“Io non muoio più” è il titolo del progetto dell’artista Fernando Rubio che il Metastasio porterà in piazza invitando a denunciare le prevaricazioni

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PRATO. “Io non muoio più” così il titolo del progetto contro la violenza di genere, presentato da Contemporaneafestival 22 in salone comunale. Dopo l'introduzione dell'assessore Simone Mangani, la testimonianza della collega Flora Leoni, prima dell'invito di Ilaria Santi «un lavoro sulla e per la città, con un messaggio che va rinnovato alla luce dei 400 casi dell'anno scorso» . Dopo i saluti del presidente della Fondazione Metastasio, Massimo Bressan, il direttore di Cntemporanea22, Edoardo Donatini ha delineato il progetto attivato per 6 mesi con un'installazione finale, che verrà allestita, probabilmente in piazza delle Carceri, a settembre. In diretta web dall'Argentina il regista e drammaturgo Fernando Rubio, ideatore del progetto, proposto per la prima volta nel 2017 in occasione del Festival internazionale delle arti sceniche di Montevideo, ha spiegato come intende stimolare una riflessione attorno al tema, delicato e urgente, della violenza di genere. Tale riflessione si serve e si nutre della partecipazione diretta della cittadinanza, chiamata a lasciare la propria testimonianza rispetto a episodi di violenza subiti a livello personale o che vedono coinvolti familiari, amici e conoscenti. Il Teatro Metastasio ha coinvolto come partner principale e naturale per il progetto il Centro Antiviolenza La Nara, grazie al quale poi sono stati introdotti anche altri organismi quali Cgil, Circoli Arci, Centro salute donna e Biblioteca Lazzerini. Presso le sedi di questi soggetti verranno installate delle cassette, ci sono 12 punti di raccolta a Prato, dove, fino ad inizio settembre 2022, chi lo desidera potrà depositare una lettera con la propria storia in forma totalmente anonima; volendo è possibile anche inviarla via mail a comunico@metastasio.it, assicurando che il mittente resterà anonimo. Queste testimonianze potranno far parte della costruzione della performance pubblica a Prato durante il festival Contemporanea. Il progetto, infatti, prevede che al termine di questa prima fase di raccolta di testimonianze si svolga un'azione dal vivo all'interno di una struttura cubica trasparente, installata in un luogo altamente frequentato, di transito, nel centro storico di Prato, sulla cui parete di fondo, l'unica opaca, saranno proiettate parti delle lettere ricevute a Prato e di quelle arrivate nel corso del lavoro dell'artista durante questi anni. L'installazione, che assume le forme di una grande scatola trasparente, perfettamente abitabile, intende suggerire lo spazio privato, intimo, della dimensione domestica che eccezionalmente si palesa al mondo esterno, divenendo accessibile, visibile a chiunque. All'interno della scatola-abitazione, per 45 minuti, che saranno ripetuti nel corso delle giornate di festival, un gruppo di attrici e attori locali vestirà i panni di vittima e carnefice, rendendo manifesto, e quindi criticabile, passibile di denuncia,ciò che ancora oggi troppo spesso rimane invece nascosto, taciuto, segregato dentro le quattro mura di casa. ll progetto è realizzato in collaborazione con il Centro antiviolenza La Nara, una realtà sempre in ascolto , a disposizione di chi ha bisogno di sostegno o protezione, come ha ribadito la presidente Francesca Ranaldi, prima del saluto di .Paola Delia Marini e per il Centro Salute Donna, Lorella Ranallo per l' Arci e Cristina Pierattini per la Cgil.

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