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Folla di stranieri in coda per il vaccino «Senza il pass non possiamo lavorare»

Maria Lardara PRATO.
Folla di stranieri in coda per il vaccino «Senza il pass non possiamo lavorare»

Nel primo giorno di accesso libero molti extracomunitari si sono decisi. I cinesi lamentano lungaggini burocratiche

31 agosto 2021
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Un tentativo Saddam, Mohamed e Mohan lo avevano fatto domenica sera, in piazza del Comune. Lì aveva fatto tappa il camper della Regione per vaccinare senza prenotazione. Tentativo non andato a buon fine: i tre giovani bengalesi non avevano la tessera sanitaria e senza quella non era possibile accedere alla postazione di Giovanisì dove sono somministrate 115 dosi sulle 180 disponibili. Come loro, tanti cinesi in fila muniti di passaporto e codice fiscale ma non di tessera sanitaria. E quindi rieccoli ieri mattina in piazza del Comune davanti all’Urp per accaparrarsi una dose di Pfizer e Moderna. Solo che l’appuntamento non era lì. Il drappello cinese che si è raggruppato sotto le logge di palazzo comunale prima delle 8 è stato dirottato dai passanti verso il Pellegrinaio Nuovo, uno dei due poli vaccinali dove da ieri si può accedere senza appuntamento.

Un fiume di cittadini stranieri (cinesi, bengalesi e pachistani) si è riversato sul marciapiede di via Dolce de’ Mazzamuti con ritardi di oltre un’ora e mezza che si sono accumulati anche all’ex Creaf. Quattrocento in tutto le dosi a disposizione, 200 al Pegaso e 200 al Pellegrinaio Novo suddivise fra mattina e pomeriggio: le prime 100 sono andate esaurite a metà mattinata vista l’affluenza importante di cittadini extraeuropei che ha creato qualche malumore.

«La tessera sanitaria ci è scaduta da mesi e quella nuova non arriva ancora – dicono Saddam, Mohamed e Mohan – Abbiamo il passaporto e il codice fiscale. Serve il Green pass per lavorare». Il loro datore di lavoro, cinese, non fa sconti sulla sicurezza così come il titolare di Adil, operaio pachistano che lavora per un’azienda italiana. Il ragazzo ha 22 anni ed è in fila per la seconda dose seguendo il percorso su appuntamento. «Mi sono prenotato attraverso il portale – racconta – Mi sono deciso all’ultimo perché senza Green pass non posso andare alla mensa aziendale».

Le squadre vaccinali dell’Asl e le guardie giurate all’ingresso non si fermano un attimo: la mediatrice cinese lavora a ritmi serrati per tradurre in mandarino tutto l’iter dell’anamnesi. Al Pellegrinaio si va avanti al ritmo di 12-15 somministrazioni a box ogni ora, per un totale di sei postazioni. Tradotto: in un’ora vanno via quasi 100 vaccini “liberi”. Che si sommano alle altre prenotazioni al Pegaso (1.080) e (500) al Pellegrinaio previste in agenda. «Ci aspettavamo un flusso massiccio senza prenotazione ed è per questo che abbiamo rafforzato la mediazione linguistica – racconta la direttrice della Società della salute Lorena Paganelli – Questi “open day” si ripeteranno ogni giorno ma il numero di dosi disponibili sarà calcolato su quello degli appuntamenti programmati». L’obbiettivo è non creare ripercussioni per i prenotati che dovrebbero avere corsia preferenziale.

Mugugni dei pochi italiani in fila. «Non è giusto che gli italiani siano stati per ore sul portale a prenotarsi e loro (gli stranieri, nda) abbiano accesso libero», lamenta una donna sulla sessantina. In realtà dell’accesso libero ha potuto usufruire anche lei. Apre le braccia al vaccino senza prenotazione Cassandra Greco: «Speravo in questo tipo di iniziative da parte della Regione. Ho la residenza in Calabria e per me era diventato problematico prenotarsi sul portale». Soprattutto nella comunità cinese, l’esigenza di vaccinarsi è fortemente sentita ma lo scoglio è la burocrazia. Per questo ieri pomeriggio si è tenuta una riunione fra Comune e Asl al quale era presente anche il consigliere comunale del Pd, Marco Wong. «Nonostante la buona volontà, i numeri della campagna vaccinale tra i cinesi sono ancora bassi a causa di lungaggini burocratiche. Uno è sicuramente è la scadenza della tessera sanitaria, documento che va fatto nel comune di residenza e questo è difficile a causa della mobilità di molti cittadini cinesi. Un altro problema sono i tempi per ottenere il tesserino di Stp (straniero temporaneamente presente) che a Prato può essere rilasciato solo in due uffici dell’Asl: l’attesa può durare diverse settimane, secondo quanto viene segnalato». Per legge l’assistenza sanitaria agli stranieri senza permesso di soggiorno viene assicurata attraverso il rilascio di un Stp. Così, anche in mancanza di codice fiscale è possibile accedere al vaccino. «Una proposta – sottolinea Wong – può essere quella di mettere in piedi dei piccoli centri vaccinali dove immunizzare chi è sprovvisto di codice fiscale».



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