Il dolore del fratello «Uniti su tutto, sarà sempre il mio Paolo»
Rossano Rossi ricorda Pablito: «La prima volta che sono uscito, la mamma disse di portare anche lui, da quel giorno non ci siamo più allontanati»
prato
«Paolo era molto amato. Questo legame con la gente c’è sempre stato e rimarrà forte. Per me è il fratello più piccolo e che ho sempre sentito vicino in qualsiasi occasione sia positiva che negativa. Siamo rimasti sempre uniti e così è stato anche in questo percorso molto difficile di questi giorni». Così Rossano Rossi ricorda il fratello all’indomani della scomparsa.
«Ho due anni e mezzo più di Paolo e la prima volta che sono uscito da solo mia mamma mi disse: porta con te Paolo. Da quella volta non ci siamo più staccati. Abbiamo condiviso le amicizie e la passione per il pallone. Abbiamo condiviso anche le stesse squadre, il Santa Lucia, l’Ambrosiana. Poi io andai alla Juventus e lui restò a Prato. Ma dopo poco tempo è stato anche lui selezionato dalla Juventus e sappiamo tutti cosa è riuscito a fare. Il ricordo che mi rimane dentro è quello di quando in via Fucini giocavamo da ragazzini insieme a pallone. Al di là dei trionfi, lui sarà sempre il mio Paolo».
Alla Cattolica Virtus insieme a Paolo e Rossano per inseguire il sogno di diventare giocatori c’erano anche Andrea e Alessandro Pugi. «Sì, proprio così, noi stavamo a Narnali mentre loro erano di Santa Lucia – spiega Alessandro Pugi – Io ero un po’più piccolo di mio fratello e Paolo. Si trovavano alla stazione di Prato e arrivavano a Santa Maria Novella per poi prendere l’autobus che li portava al campo della Cattolica Virtus. C’erano altri ragazzi di Prato come Brutti, Cardinale e Giachetti. Ogni tanto mio padre Franco li accompagnava con la macchina. Mi ricordo ancora la cartolina che Paolo ci mandò dall’Argentina in occasione dei Mondiali del ’78 – continua Pugi – Fu per noi un’attenzione unica anche perché si era creata una grande amicizia. Tra l’altro noi abitavamo dietro alla casa di Francesco Nuti e quindi, soprattutto a giugno, quando andavamo al mare venivano a trovarci e con Francesco e Paolo giocavamo a pallone. Poi Paolo andò a giocare alla Juventus e mio fratello Andrea andò alla Reggiana».
La riservatezza è stata un tratto distintivo di Paolo Rossi e negli ultimi tempi apparire in televisione era diventato faticoso.
«In una delle ultime apparizione per poter essere presente alla Domenica Sportiva aveva avuto bisogno di un’iniezione per non avere dolore – racconta il fratello – Per mostrarsi agli appassionati che lo hanno sempre amato e che in qualsiasi parte del mondo lo hanno fermato per chiedergli un autografo o una foto. Se la fece e andò in onda con il suo solito modo di essere».
La salma di Paolo Rossi è stata portata a Vicenza allo stadio Menti dove sono stati tantissimi i tifosi biancorossi a dare l’ultimo saluto al campione. Il funerale si svolgerà oggi alle 10,30 in maniera riservata e in diretta tv nel Duomo della città veneta dove Paolo è diventato Pablito con i suoi gol.
A rappresentare la città di Prato saranno presenti il sindaco di Prato Matteo Biffoni e l’assessore allo sport Luca Vannucci, molto vicino alla famiglia Rossi perché anche lui di Santa Lucia, dopo l’ok del prefetto. Poi la salma di Rossi sarà cremata e tornerà in Toscana a Bucine a casa della moglie Federica Cappelletti e delle sue figlie. –
vezio trifoni
Servizi alle pagine 16 e 17
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