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Prato

Il dolore del fratello «Uniti su tutto, sarà sempre il mio Paolo»

vezio trifoni Servizi alle pagine 16 e 17
Il dolore del fratello «Uniti su tutto, sarà sempre il mio Paolo»

Rossano Rossi ricorda Pablito: «La prima volta che sono uscito, la mamma disse di portare anche lui, da quel giorno non ci siamo più allontanati»

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«Paolo era molto amato. Questo legame con la gente c’è sempre stato e rimarrà forte. Per me è il fratello più piccolo e che ho sempre sentito vicino in qualsiasi occasione sia positiva che negativa. Siamo rimasti sempre uniti e così è stato anche in questo percorso molto difficile di questi giorni». Così Rossano Rossi ricorda il fratello all’indomani della scomparsa.

«Ho due anni e mezzo più di Paolo e la prima volta che sono uscito da solo mia mamma mi disse: porta con te Paolo. Da quella volta non ci siamo più staccati. Abbiamo condiviso le amicizie e la passione per il pallone. Abbiamo condiviso anche le stesse squadre, il Santa Lucia, l’Ambrosiana. Poi io andai alla Juventus e lui restò a Prato. Ma dopo poco tempo è stato anche lui selezionato dalla Juventus e sappiamo tutti cosa è riuscito a fare. Il ricordo che mi rimane dentro è quello di quando in via Fucini giocavamo da ragazzini insieme a pallone. Al di là dei trionfi, lui sarà sempre il mio Paolo».

Alla Cattolica Virtus insieme a Paolo e Rossano per inseguire il sogno di diventare giocatori c’erano anche Andrea e Alessandro Pugi. «Sì, proprio così, noi stavamo a Narnali mentre loro erano di Santa Lucia – spiega Alessandro Pugi – Io ero un po’più piccolo di mio fratello e Paolo. Si trovavano alla stazione di Prato e arrivavano a Santa Maria Novella per poi prendere l’autobus che li portava al campo della Cattolica Virtus. C’erano altri ragazzi di Prato come Brutti, Cardinale e Giachetti. Ogni tanto mio padre Franco li accompagnava con la macchina. Mi ricordo ancora la cartolina che Paolo ci mandò dall’Argentina in occasione dei Mondiali del ’78 – continua Pugi – Fu per noi un’attenzione unica anche perché si era creata una grande amicizia. Tra l’altro noi abitavamo dietro alla casa di Francesco Nuti e quindi, soprattutto a giugno, quando andavamo al mare venivano a trovarci e con Francesco e Paolo giocavamo a pallone. Poi Paolo andò a giocare alla Juventus e mio fratello Andrea andò alla Reggiana».

La riservatezza è stata un tratto distintivo di Paolo Rossi e negli ultimi tempi apparire in televisione era diventato faticoso.

«In una delle ultime apparizione per poter essere presente alla Domenica Sportiva aveva avuto bisogno di un’iniezione per non avere dolore – racconta il fratello – Per mostrarsi agli appassionati che lo hanno sempre amato e che in qualsiasi parte del mondo lo hanno fermato per chiedergli un autografo o una foto. Se la fece e andò in onda con il suo solito modo di essere».

La salma di Paolo Rossi è stata portata a Vicenza allo stadio Menti dove sono stati tantissimi i tifosi biancorossi a dare l’ultimo saluto al campione. Il funerale si svolgerà oggi alle 10,30 in maniera riservata e in diretta tv nel Duomo della città veneta dove Paolo è diventato Pablito con i suoi gol.

A rappresentare la città di Prato saranno presenti il sindaco di Prato Matteo Biffoni e l’assessore allo sport Luca Vannucci, molto vicino alla famiglia Rossi perché anche lui di Santa Lucia, dopo l’ok del prefetto. Poi la salma di Rossi sarà cremata e tornerà in Toscana a Bucine a casa della moglie Federica Cappelletti e delle sue figlie. –

vezio trifoni

Servizi alle pagine 16 e 17

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