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Medici anti-Covid a scuola, un esercito di 500 candidati

Maria Lardara
Una visita medica (foto d'archivio scattata prima dell'epidemia di coronavirus)
Una visita medica (foto d'archivio scattata prima dell'epidemia di coronavirus)

Neolaureati, pensionati, guardie mediche: tantissime le domande arrivate. Nella graduatoria dell'Asl priorità ai giovani. Incontro Comune-pediatri sul rebus dei certificati

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PRATO. C'è il giovane medico specializzato e c'è il collega in pensione con meno di 70 anni. C'è la guardia medica e c'è anche il laureato in medicina e chirurgia abilitato, in attesa di iniziare la specializzazione. Suona la carica degli aspiranti medici antiCovid nelle scuola pratesi, un esercito di 500 candidati che hanno fatto domanda all'Asl Toscana Centro per supportare gli istituti nella gestione dei casi positivi e dei focolai sui banchi, in collegamento con i pediatri e con il dipartimento di prevenzione di via del Lavarone. A quest'ultimo saranno infatti assegnate le neo figure previste dall'ordinanza 81 dell'ex governatore Rossi, risalente al 26 agosto.

LA GRADUATORIA

Data la mole di domande ricevute entro il 19 settembre, è difficile pensare che possa entrare prima della metà di ottobre l'équipe antiCovid cui faranno riferimento 29 istituti superiori e comprensivi di Prato e provincia. «Sarà stilata una graduatoria che tenga conto dei criteri di valutazione, non ultimo l'ordine di priorità attribuito ai candidati più giovani – spiega il responsabile del dipartimento di prevenzione Renzo Berti – Partiremo prima possibile con la formazione dei medici cui sarà data la strumentazione necessaria per muoversi tra le scuole». Questo boom di domande si spiega con la fame di lavoro soprattutto tra i giovani medici che hanno in tasca laurea e abilitazione. «Molti hanno fatto domanda da fuori Toscana – prosegue Berti – oppure si sono candidati anche per le altre due aziende sanitarie toscane». Il medico antiCovid sarà retribuito con una paga oraria di 35 euro per un totale di trenta ore settimanali. Rispetto alla previsione ipotetica di 60 medici per tutto il territorio coperto dall'Asl Toscana Centro, alla realtà pratese potrebbero toccare dieci professionisti. Tradotto: un medico ogni tre scuole.

INCONTRO PRESIDI-PEDIATRI

Metti uno studente con il mal di testa. L'emicrania rientra fra i sintomi riconducibili al Covid, secondo le linee guida governative. Secondo i protocolli, lo studente che accusa emicrania dovrebbe essere isolato nell'aula Covid, poi rimandato a casa. E il pediatra? Richiederà il tampone? Il Comune ha ospitato un vertice fra dirigenti scolastici e pediatri. I primi erano rappresentati da Stefano Pollini (Gramsci-Keynes, coordinatore della rete Rispo), Sandra Bolognesi (Lippi), Francesca Zannoni (Primo Levi), Giovanni Quercioli (Iva Pacetti), Mariella Carlotti (San Niccolò), i secondi dalla responsabile della Fimp Luciana Biancalani. «Abbiamo chiesto uniformità di comportamenti comuni al momento del rilascio dei certificati», fa sapere Pollini. Trattato il tema dell'autocertificazione da parte dei genitori, possibile per assenze inferiori a quattro giorni (nidi e materne) e sei giorni (dalla primaria in su). Per un banale mal di testa, in sostanza, è possibile cavarsela con un'autodichiarazione. «Fondamentale l'azione di collegamento tra scuole, ente locale e pediatri per fare chiarezza con le famiglie - spiega l'assessore all’istruzione Ilaria Santi - Chiederemo un incontro al dipartimento di prevenzione».

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