Il Tirreno

Prato

Gabriele Tozzi: «Al teatro devo tutto, ma anche Dash però...»

di Azelio Biagioni
L'attore Gabriele Tozzi
L'attore Gabriele Tozzi

L’attore pratese interpreta il personaggio di Filippo Mazzei nel docufilm firmato da Mirco Rocchi

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PRATO. Parlare con Gabriele Tozzi vuol dire sfogliare l'album dei ricordi in teatro. Di quel teatro fatto bene, fatto di grandi nomi. Un amore quello di Tozzi per il palco mai abbandonato da quando studente universitario si affacciò a questo mondo. Era il suo. Lascio la facoltà di scienze naturali che frequentava a Firenze e si iscrisse all'accademia nazionale d'arte drammatica a Roma. Erano in 628 e lui arrivo primo guadagnandosi per tre anni la borsa di studio. Da allora di strada ne ha fatta tanta quel ragazzo nato a Mercatale di Vernio. Spettacoli su spettacoli, applausi, città e tanti teatri non solo in Italia. Per esigenze di lavoro aveva lasciato Prato ed era andato ad abitare a Roma ma Gabriele Tozzi sentiva forte l'attaccamento alla sua terra e allora decise di comprare un podere sopra Figline, a Sodarello. Quello che è diventato il suo buen retiro. E' lui a interpretare il personaggio di Filippo Mazzei nel docufilm firmato da Mirco Rocchi.

«Ho accettato il ruolo per due motivi - spiega l'attore - per la grande qualità umana e professionale di Mirco e perché ho notato una vicinanza fra me e Mazzei: lui negli ultimi anni della esistenza si ritira a Pisa dopo una vita in Europa e non solo, io che adesso vengo qui a Figline dopo aver girato il mondo nei più prestigiosi teatri. Un uomo che mi ha colpito per il suo senso di libertà».

Nella verde tenuta sopra Figline, Tozzi coniuga l'amore per il teatro alla passione per la natura e proprio lì quanto prima vuol dare vita al "Sogno di una notte di mezza estate" in forma itinerante lungo gli oliveti e davanti alla cascina dove abita. In quella che un tempo era la stalla ha realizzato un piccolo teatro e la sua idea è mettere in scena spettacoli con la possibilità per i giovani attori di poter soggiornare a Sodarello in ambienti ricavati in un edificio davanti l'abitazione dell'attore. Uno spettacolo, oppure una serata fatta di note musicali o di lettura. Il tutto immerso nel verde dal quale si gode un panorama mozzafiato di Prato.

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La carriera di Tozzi (attore teatrale ma che ha lavorato anche al cinema e in tv) parte col botto quando a dirigerlo in "Romeo e Giulietta" è Franco Zeffirelli e poi quello che reputa il suo debutto con l'"Orlando furioso" per la regia di Luca Ronconi che lo ha diretto anche in altri spettacoli. Considera i suoi mentori Giorgio De Lullo, Romolo Valli e poi Sergio Tofano. «Da ognuno di loro - confida - ho imparato tanto. Il rigore ma anche l'ironia».

Con la sua voce profonda, rassicurante, ricorda le sue tournèe all'estero. «Come dimenticare l'emozione all'Odeon di Parigi - dice - oppure quando sono stato a recitare a Broadway e poi a Madrid». Rammenta i colleghi e la loro bravura come le straordinarie capacità recitative di Rina Morelli. E poi Paolo Stoppa, la coppia Paolo Panelli e Bice Valori. E l'emozione di quando si trovava a Reggio Emilia, per l'intitolazione del teatro a Romolo Valli.

«Entrò in camerino Marcello Mastroianni - ricorda l'attore - Mi venne a fare l'in bocca al lupo per la serata. Sono cose che non si dimenticano queste». Si può dire poi che Tozzi ha (quasi) inventato la pubblicità in tv negli anni Settanta. Una fra tutte Dash che ha portato avanti per 10 anni. «Pagavano bene - spiega - La mia casa a Sodarello l'ho comprata proprio grazie a quel lavoro». Qui circondato da oliveti, adesso fra glicini in fiore e il lago Gabriele Tozzi passa le sue giornate quando da Roma viene in Toscana.

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