Il Tirreno

Prato

BpVi, ecco quanto hanno perso i pratesi col deprezzamento delle azioni

di Paolo Nencioni
Il sindaco Matteo Biffoni insieme all'ex presidente di BpVi Gianni Zonin
Il sindaco Matteo Biffoni insieme all'ex presidente di BpVi Gianni Zonin

Sono 5.217 i possessori di titoli della banca, 11.235 in Toscana, che hanno visto calare il valore da 62,5 a 48 (ma ora le stime le danno a 10). La Fondazione Cassa di risparmio non sembra intenzionata a partecipare alla ricapitalizzazione

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PRATO. Quando nell’estate di due anni fa la Banca popolare di Vicenza decise di portare in Veneto i quadri della Galleria degli Alberti si gridò allo scandalo e l’allora deputato (ora sindaco) Matteo Biffoni arrivò a paragonare il ratto delle opere alle razzìe fatte dai nazisti. Ma per quanto possa bruciare ai pratesi la perdita di quei quadri, in una galleria peraltro pochissimo visitata, quella vicenda impallidisce di fronte al vero colpo arrivato sul portafoglio di migliaia di risparmiatori: il deprezzamento, deciso l’8 aprile, delle azioni BpVi da 62,5 a 48 euro. I conti son presto fatti: ipotizzando che i 5.217 detentori pratesi di azioni avessero solo il pacchetto minimo da 100, quel giorno avrebbero perso 7,5 milioni di euro, ma solo virtualmente, perché gli analisti ora calcolano che le azioni non valgano più di 10 euro, e dunque all’appello mancherebbero oltre 27 milioni. Una cifra che va raddoppiata se si guarda all’intera Toscana, dove gli azionisti sono 11.235. Ma siccome molti ovviamente hanno più del pacchetto minimo, il conto sarà ancora più salato.

Sono passati sette mesi, il presidente di BpVi Gianni Zonin è stato nel frattempo indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza e si è dimesso, e ancora i risparmiatori non sanno che pesci prendere. Una quarantina si sono rivolti alla Confconsumatori di Prato che ha fatto tre assemblee e sta preparando azioni legali. «Ma le norme sulla class action sono troppo farraginose - dice l’avvocato Alessandro Fagni, che collabora con l’associazione - Verrà fatta un’azione collettiva». Sul piano penale nei casi più spinosi, quelli per esempio di chi potrà dimostrare che, avendo un fido, gli è stato fatto capire che glielo avrebbero tolto se non avesse comprato azioni. Sul piano civile nei casi di chi voleva un mutuo e gli è stata messa come condizione l’acquisto del pacchetto da 100 azioni (la banca potrebbe sempre obiettare: non eravate obbligati a prenderlo da noi, il mutuo). Di fatto è soprattutto su questo che indaga anche la Procura di Prato.

Molti altri risparmiatori si sono rivolti all’avvocato pratese Luca Pilacci, che però non dice quanti. Pilacci, curiosamente, è figlio di Francesco Pilacci,uno degli avvocati in forza allo studio legale della BpVi e quindi se si arriverà in aula potrebbe esserci un derby in famiglia. Tra i più arrabbiati c’è l’architetto Tommaso Bruno Caparrotti, che ha in tasca azioni per 12.000 euro e fa conto di averli persi. «L’importante - dice - sarebbe non andare subito in borsa, altrimenti ci mangiano gli speculatori». E la Fondazione Cassa di risparmio non se la passa meglio. In aprile ha incassato una perdita di 4 milioni sulle azioni e ora non sembra intenzionata a partecipare alla ricapitalizzazione sotto l’ombrello di Unicredit. «Abbiamo già dato» chiosa la presidente Fabia Romagnoli.
 

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