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Prato

Bernardo Secchi: Chinatown è uno dei luoghi più affascinanti di Prato

di Carlandrea Poli
Bernardo Secchi: Chinatown è uno dei luoghi più affascinanti di Prato

L’urbanista, ospite del circolo Curiel, ha criticato il piano strutturale del centrodestra: «Un errore tenere lontani i poveri dal centro storico». Una frecciata anche allo scrittore Edoardo Nesi

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PRATO. Un elogio allo spirito imprenditoriale dei cinesi per “aver dato una lezione a Prato”, la delusione per le previsioni urbanistiche non rispettate che hanno portato all'esplosione della questione del distretto parallelo al Macrolotto Zero e un invito a riqualificarlo lavorando pezzo per pezzo. In un pomeriggio Bernardo Secchi, uno dei maggiori teorici della pianificazione urbanistica in Italia al circolo Curiel in via Filzi – nel pieno della ribattezzata Chinatown – ha offerto una sua visione sul futuro di Prato e del governo delle città in generale. Trovando pienamente d'accordo il candidato a sindaco del Partito Democratico, Matteo Biffoni che intende muoversi “nel solco delle sue parole”.

Il grande urbanista ha rivolto alcune riflessioni controcorrente sull'immigrazione cinese. Alla comunità orientale, che conosce per averla approcciata sin dagli anni '90 ai tempi della stesura del piano regolatore, riconosce un grande merito: «Ricordo che io e i miei collaboratori facemmo un incontro con loro, fu un momento particolarmente affettuoso. I cinesi allora vivevano nei sottoscala. Oggi sono tutti attivi. Hanno dato una grande lezione alla città, inventando un nuovo modo di lavorare coi pronto moda».

Da studioso mostra a più riprese la sua passione per il quartiere ad alta concentrazione cinese: «Lo considero uno dei luoghi più affascinanti della città, perché è il luogo della diversità». Del resto, la sua stella polare resta la regola della mixité. «Preferisco la diversità di attività e di popolazione ai quartieri socialmente omogenei. Non dimentichiamo che il Novecento è stato il secolo dell'autonomia dell'individuo. Motivo per cui è necessario dare spazio alla differenza».

Questo significa per Secchi rigettare ad esempio l'immagine del centro storico impostata dalla giunta Cenni: «Prato sta perdendo la distinzione fra la periferia, che non ha, e le frazioni che hanno una loro autonomia. È grave. Il centro storico sta diventando la città dei ceti medi, della borghesia tenendo lontano i poveri. È un disastro, un errore grossolano».

Non va meglio il giudizio complessivo sul piano strutturale approvato dall'amministrazione di centrodestra: «Non lo considero un buon piano». Sotto lo stimolo del moderatore, l'architetto pratese Roberto Vezzosi e dell'assessore all'urbanistica del Comune di Torino Ilda Curti, Secchi ha riservato una puntura di spillo anche allo scrittore Edoardo Nesi, vincitore del premio Strega con Storia della mia gente: «Ha scritto un bel libro, ma forse doveva darsi da fare di più per la città».

I suoi spunti di riflessione oltre a incontrare l'ascolto attento di circa un centinaio di spettatori ha trovato il plauso di Matteo Biffoni, in corsa per il Pd per le amministrative: «La sfida del Macrolotto Zero è la più affascinante della città. Ci muoveremo nel solco delle parole di Secchi. Prato deve cominciare a pensare in grande ad un progetto di urbanistica e di inclusione».

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