Mobilieri Ponsacco-Livorno, alle 15 l’anticipo a Santa Croce, grande cornice di pubblico
PONSACCO. Il Mobilieri, ancora costretto a “emigrare” a causa dell’indisponibilità del Comunale, affronta oggi alle 15, al “Masini” di Santa Croce, il Livorno per la terza giornata del campionato di serie D girone E. L’attesa è grandissima, e i biglietti potranno essere acquistati anche in loco per entrambe le tifoserie: da Livorno dovrebbero arrivare 600 tifosi. L’anticipo di oggi (arbitro Menozzi di Treviso) è anche una partita sentita a livello personale per il buon numero di giocatori originari di Pisa ed ex Pisa, ovviamente; sono pisani di provincia Fontanelli, Macchi, Arrighini, Panattoni, Matteoli, Nannetti, Bardini e Regoli. L'unico ex della gara è notoriamente Remedi, cresciuto a Livorno e che con la maglia amaranto esordì tra i “grandi”.
Attenzione particolare a Nieri, che manca al gol da aprile e che era particolarmente frustrato per la chiamata errata del fuorigioco nella gara giocata una settimana fa con la Sangiovannese: nella passata stagione fra l’altro segnò lui, non Bellucci come erroneamente indicato da alcuni, il gol del pareggio rossoblù. E in circostanze simili, l'anno scorso (partita giocata dopo poche giornate in campo neutro e senza alcuna vittoria fino allora in Serie D), segnò la doppietta al Terranuova Traina a Rignano che diede la prima vittoria al nuovo corso Mobilieri.
«Mi dispiace che non si possa giocare a Ponsacco – ha detto al Tirreno Umberto Aringhieri, ds del Ponsacco: « Sono in corso dei lavori per la nuova tribuna e il questore di Pisa per motivi di sicurezza ha ordinato le porte chiuse o di scegliere un altro campo a norma. Per noi è una partita quasi proibitiva. Gli amaranto hanno allestito un organico di altissimo profilo per vincere il campionato, noi puntiamo alla salvezza. Siamo consapevoli di ciò ma sono sicuro che lotteremo per cercare di strappare un risultato positivo. Senza dimenticare che la squadra di Favarin avrà il vantaggio dello “stadio mobile”». La sua famiglia ha un legame indissolubile con il calcio ponsacchino. Romano, padre del Ds, fu il presidentissimo, dal 1984 al 1998 (anni in cui il giovane Umberto muoveva i suoi primi passi da dirigente sotto le ali di Bruno Gianfaldoni) e ha fatto toccare l’apice della storia del football rossoblù.
«Per noi era un onore giocare contro gli amaranto, un incontro di prestigio il primo finì a reti inviolate, poi in diverse occasioni l’abbiamo spuntata nell’89-90 dopo il vantaggio di Allegri rimontammo e vincemmo con Torcigliani e capitan Sarritzu nel 90-91 e nel 94-95 i match winner furono rispettivamente Matticari e Contadini, nel 96-97 la spuntò il Livorno per 2-0. Tutte gare intense sotto il profilo agonistico nel “pollaio dove ci mancano solo le galline” come scrisse un giornalista livornese».
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