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Pontedera

Il ritorno di Grassi «Non è stato facile ma adesso ci sono»

di Tommaso Silvi
Il ritorno di Grassi «Non è stato facile ma adesso ci sono»

Pontedera, 42 i giorni di stop per l’infortunio alla spalla il giocatore granata firma una prestazione da campione

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PONTEDERA. Sei settimane lontano dal campo di gioco. 42 giorni vissuti tra riabilitazione e voglia di tornare a essere protagonista. Il match contro il Catanzaro rappresenta la fine del calvario di Luigi Grassi, iniziato il 26 gennaio scorso nella partita casalinga contro la Salernitana. Ora l’infortunio alla spalla sinistra e poi l’intervento chirurgico sono solo un brutto ricordo, ma non è stato facile assistere dalla tribuna alle partite dei compagni. «I primi 23 giorni li ho passati in assoluto riposo. Avevo il tutore e non potevo eseguire nessun tipo di movimento. È stata dura, ma finalmente è arrivato il momento del rientro».

A chi si aspettava un calo di rendimento Luigi Grassi ha risposto sfoderando una bella prestazione, ricca di giocate per i compagni e movimenti di difficile lettura per i difensori avversari. «Sono soddisfatto della mia partita. La spalla ha risposto bene nei contrasti, anche se in qualche occasione ho avuto un po’ di timore nello scontro fisico. Poi col passare dei minuti mi sono lasciato tutto dietro e ho acquisito sicurezza». Un ritorno sulla scena in grande stile quindi, che è costato molti sacrifici: «Ho tenuto un regime alimentare rigidissimo, cercando di non appesantirmi per non perdere la forma fisica».

Grassi analizza la partita contro il Catanzaro. «Abbiamo creato di più – dice –. Se avessimo vinto non avremmo rubato niente, ma nel calcio bisogna capitalizzare le azioni da gol e noi non siamo stati in grado di farlo». Resta comunque la buona prestazione dei granata, che fa ben sperare in vista della proibitiva trasferta in terra salentina. «A Lecce ci aspetta un clima infuocato. Nell’ultimo turno hanno perso in casa del Viareggio e avranno voglia di riscatto. Faremo la nostra partita sperando di raccogliere punti. Sarà emozionante giocare in uno stadio che fino a qualche anno fa ospitava squadre di serie A».

In Puglia con la speranza di racimolare almeno un pari, ma guai a disporsi sulla difensiva. «La nostra caratteristica principale è quella aggredire subito l’avversario, e così dovremo fare. Se li aspettiamo lasciandoli giocare rischiamo di essere travolti». Con Miccoli e compagni niente barricate, ma la consapevolezza di una quadratura difensiva ritrovata dopo tante disattenzioni: «Siamo migliorati molto dietro. Il rientro di Vettori ci ha dato una grossa mano, garantendo più esperienza e una migliore gestione del reparto. Ma non dimentichiamoci di Gasbarro, che è giovanissimo e sta giocando con grande personalità. È un elemento prezioso e deve continuare con questo tipo di prestazioni».

Un Grassi in più in attacco e una difesa in continuo miglioramento. Queste caratteristiche bastano al Pontedera per raggiungere i playoff? «Lo vedremo al termine del campionato. Per ora mancano sette partite e abbiamo tre trasferte molto difficili. Discorso diverso in casa, dove dobbiamo vincere contro Ascoli, Barletta e Gubbio per sperare in un piazzamento nelle prime nove del torneo». Tutto dipenderà dalle prestazioni degli undici in campo ma non solo, dato che in panchina siede “il maestro”, come lo definisce Grassi: «Indiani è un allenatore unico. Sono convinto che in Lega Pro non c’è nessuno come lui». La Panchina d’Argento allora è andata alla persona giusta: «Certamente. Si merita quel riconoscimento e la larga maggioranza di voti con cui l’ha vinto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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