Esteri
Ponsacco, casa da demolire: un nuovo ricorso. Al Tar per il risarcimento danni
Il Comune nomina un legale per resistere in giudizio, in ballo le perizie: i Cerretini chiedono il doppio rispetto all’offerta. La valutazione dell’immobile fatta dall’amministrazione tre anni fa si aggira sui 300mila euro
PONSACCO. Famiglia Cerretini e amministrazione comunale di Ponsacco l’una di fronte all’altra in un’aula del Tribunale amministrativo regionale (Tar) per il ricorso legato al risarcimento danni per l’abbattimento dell’immobile disposto dall’ente pubblico, rispondendo alla sentenza del Consiglio di Stato. È l’ennesimo episodio della vicenda della “casa da abbattere” costruita lungo via delle Colline per Legoli, tra i territori di Ponsacco e Pontedera, ritenuta proprio dal Consiglio di Stato troppo vicina alla vegetazione attorno a Villa Riccardi Toscanelli di proprietà dell’azienda agricola Fattorie Toscane della famiglia di Gianni Pesce. In questo caso, la “sfida” si gioca sulle perizie e la distanza economica non è di poco conto.
Nel 2023, l’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaca di centrosinistra, Francesca Brogi, aveva fatto valutare l’immobile ottenendo un valore di circa 300mila euro. Cifra che vale anche per l’attuale amministrazione che ha per sindaco l’esponente della coalizione di centrodestra Gabriele Gasperini.
Dalla parte dei Cerretini, rappresentati dall’avvocato Giuseppe Toscano, non ci sono indicazioni certe. In questi ultimi tempi non ci sono state dichiarazioni ufficiali, dopo che il Comune ha nominato il legale Giancarlo Altavilla per resistere in giudizio di fronte al Tar. Ma, secondo quanto appreso, la valutazione dei proprietari dell’abitazione dovrebbe aggirarsi su un ammontare doppio rispetto a quello dell’ente pubblico.
Da qui si capisce la differenza di valutazione e di quanto potrà essere complesso questo ultimo passaggio giudiziario al Tribunale amministrativo regionale in un momento in cui la situazione è in evoluzione.
Il Tar, infatti, a luglio ha concesso la sospensiva per lo sgombero intimato dal Comune, e quindi alla demolizione, spostando l’eventuale termine per la messa in moto delle ruspe all’anno prossimo. Al 15 aprile 2027 per l’esattezza, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Toscano. Ci sono poi altri due ricorsi a opera del rappresentante legale della famiglia Cerretini nei confronti delle ultime due sentenze del Consiglio di Stato in cui veniva ribadita la necessità di demolire l’immobile.
Ma siccome i costruttori e proprietari della casa ritenuta troppo vicina alla vegetazione di Villa Riccardi Toscanelli vogliono andare fino in fondo, tramite gli avvocati federico Di Salvo e Alessandro Dionisi, hanno presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Questa volta nei confronti dello Stato, la Repubblica Italiana che, secondo i Cerretini, non li hanno tutelati in questa sorta di storia infinita che non sembra proprio avviata alla sua conclusione.
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