La testimonianza
Massimo Ceccherini a Terricciola: «Farò un film con Tony Pitony». Poi l’aneddoto su Pieraccioni e Il Ciclone
Una serata fra cinema, ricordi e attualità per l’attore toscano, ospite di “Dialoghi in Borgo” intervistato dal direttore del Tirreno, Cristiano Marcacci. Davanti a un pubblico numerosissimo, ha ripercorso incontri, amicizie e anche i momenti difficili della sua carriera
TERRICCIOLA. Gag, risate, coinvolgimento del pubblico (numerosissimo). Ma anche momenti di riflessione: «Non mollate mai, anche nei periodi più neri: la vita può sempre sterzare». Grande serata con l’attore e regista fiorentino Massimo Ceccherini, oggi sabato 5 settembre, a Terricciola.
È qui, nel borgo dell’Alta Valdera, che oggi e domenica 6 settembre va in scena infatti la Festa dell’Uva e del Vino, che celebra la sua 60ª edizione. Il borgo si trasforma in un palcoscenico di degustazioni, musica, arte, laboratori e incontri con ospiti di rilievo, appunto, coinvolgendo l’intero paese in un clima di festa. E torna anche Dialoghi in Borgo, la rassegna de Il Tirreno. Fra i protagonisti Ceccherini, appunto, intervistato dal direttore de Il Tirreno Cristiano Marcacci.
Il film (e non solo)
Tanti, come detto, gli argomenti trattati durante l’incontro con l’attore toscano: «Farò un film con TonyPitony – annuncia – e a novembre sarò al cinema col nuovo film di Leonardo Pieraccioni». «Sono felice – continua Ceccherini –, la mia vita è cambiata. Ho riscoperto amicizie speciali, come quella con Matteo Garrone».
La sua carriera e le persone chiave nel suo percorso: «Francesco Nuti? Uno degli attori più bravi di sempre, il mio idolo. Como Totò, tra duemila anni vedere le loro scene sarà sempre bello. Ringrazio Dio di averlo incontrato e conosciuto. Era il produttore del mio primo film».
La tv, i talent e molto altro...
Non mancano, all’interno dell’incontro nel borgo intervistato dal direttore Marcacci, gli spunti sull’attualità: «Oggi la televisione è morta e stramorta, non si può più vedere – dice Ceccherini –. Tanta cronaca nera, troppa: mancano le idee. Per fare ascolti devono torturare la gente...».
E sul caso Alfonso Signorini degli scorsi mesi: «Lo hanno distrutto. Ma cosa ha fatto davvero? Lui ora è solo, televisivamente “morto”, ma in tv non c’è pietà. E lui sono sicuro che sta soffrendo molto perché non può nemmeno uscire di casa. Ma questo modo di fare, questa crudeltà fanno male a tutti. Mi dà fastidio il sistema televisivo che si eleva e ti schiaccia e ti elimina. Come è stato con Barbara D’Urso. Dopo la mia bestemmia all’Isola dei Famosi mi hanno massacrato, io ho avuto fortuna che sono amico di Leonardo Pieraccioni, ma se fossi stato solo sarei sparito…».
E ancora, sempre sul mondo televisivo e dello spettacolo: «I talent? Non credo che vogliano scoprire talenti, vogliono vedere i bambini che piangono, i genitori che si emozionano e fare ascolti…».
Il Ciclone
Poi si passa a un pezzo di storia del cinema, a trent’anni dall’uscita: «Il Ciclone? Un’idea di Leonardo Pieraccioni con Giovanni Veronesi. Hanno scritto un film che dura nel tempo: secondo me non c’è una classifica dei film, il film sia comico che non comico ti lascia sempre qualcosa».
E ancora: «Benigni l’ho visto nel 1983 alle Cascine nel suo primo spettacolo dal vivo. Un capolavoro. È attuale ancora oggi, riguardandolo». «Quello che conta è il pubblico. Se il pubblico ti vuole bene vuol dire che hai lavorato bene: quello è l’importante», conclude.
Il prossimo appuntamento
Per Dialoghi in borgo il bis domani, domenica, alle 18,30: sarà la volta di Nonna Silvi. Cuoca, nonna e creator, Silvana Bini è una delle figure più amate del web italiano.
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