Piaggio, Matteo Colaninno: «Il secondo trimestre del 2026 rappresenta un momento di crescita del Gruppo» – I dati
Al 30 giugno 2026 il Gruppo Piaggio ha venduto nel mondo circa 258.500 veicoli con un incremento delle vendite pari all’8,5%
PONTEEDERA. Il Consiglio di amministrazione di Piaggio & C. S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Matteo Colaninno, ha, tra l’altro, esaminato i dati preliminari al 30 giugno 2026.
Nel secondo trimestre, spiega il gruppo in una nota, «sono stati venduti circa 150.000 veicoli, con un incremento del 14% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Al 30 giugno 2026 il Gruppo Piaggio ha venduto nel mondo circa 258.500 veicoli con un incremento delle vendite pari all’8,5% rispetto ai 238.400 veicoli venduti al 30 giugno 2025».
E poi ancora: «Nel secondo trimestre del 2026 il buon andamento delle vendite ha fatto registrare al Gruppo Piaggio ricavi consolidati pari a circa 515 milioni di euro a cambi costanti (circa 500 milioni di euro a cambi correnti).
I ricavi consolidati del Gruppo al 30 giugno 2026 sono stati pari a circa 880 milioni di euro a cambi costanti, in miglioramento di circa il 3% rispetto agli 852,5 milioni di euro fatturati al 30 giugno 2025 (circa 842 milioni di euro registrati al 30 giugno 2026 a cambi correnti).
La cassa generata nel secondo trimestre 2026 è stata pari a circa 112 milioni di euro e a circa 93 milioni di euro nel semestre, entrambi i migliori risultati di sempre. Tali flussi hanno portato a un indebitamento finanziario netto (PFN) al 30 giugno 2026 risulta pari a circa 485 milioni di euro, in miglioramento di circa 93 milioni di euro rispetto ai 577,6 registrati al 31 dicembre 2025 e in miglioramento di circa 50 milioni di euro rispetto ai 534,7 al 30 giugno 2025».
Michele Colaninno, Amministratore delegato e Ceo del Gruppo Piaggio: «Il secondo trimestre del 2026 rappresenta un momento di crescita del Gruppo sia in termini di veicoli venduti, sia di ricavi dalle vendite. Questo dato evidenzia il proficuo lavoro svolto in tutte le consociate nel mondo, e la continua ricerca del miglioramento della produttività. Questo si traduce in una buona generazione di cassa, fondamentale per essere ben attrezzati qualora si dovessero affrontare eventuali spinte inflazionistiche da qui alla fine dell’anno, generate dai conflitti e dalle tensioni politiche.
I tassi di cambio internazionali sono ancora sfavorevoli alle produzioni europee ma abbiamo di fatto neutralizzato tali divergenze con la crescita delle vendite nel mondo».
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