Villetta da demolire a Ponsacco, la rabbia della proprietaria: «Non lascerò mai la mia casa, lo Stato mi ci deve seppellire»
L’abitazione è stata dichiarata abusiva dalla sentenza del Consiglio di Stato che ne ha ordinato la demolizione. L'ordinanza di sgombero scade il 5 luglio ma Paola Cerretini non ha alcuna intenzione di andare via
PONSACCO. Sgombero e demolizione. Sono questi i due ultimi passaggi per chiudere la vicenda della casa “troppo” vicina alla vegetazione di Villa Riccardi Toscanelli tra i territori di Pontedera e quello di Ponsacco. L’amministrazione comunale della cittadina del mobile ha convocato la famiglia Cerretini, proprietaria dell’abitazione, per consegnare loro l’ordinanza di sgombero che scade il 5 luglio. Un mese per liberare la costruzione e poi eliminarla dal terreno su cui è stata edificata. Sembrerebbe tutto semplice. Ma parlando con la diretta interessata, Paola Cerretini, e il suo legale, l’avvocato Giuseppe Toscano, la parola “fine” potrebbe essere ancora lontana. È vero, il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) che aveva decretato la possibilità di effettuare la sanatoria. Ed è altrettanto evidente che la sentenza originaria del Consiglio di Stato che stabiliva l’irregolarità della costruzione e ne ordinava l’abbattimento, per ora, è il provvedimento che il Comune di Ponsacco dovrà far rispettare. Ma Paola Cerretini non ha intenzione di uscire da casa sua: «Lo Stato italiano mi ci deve seppellire. Continuerò a lottare, come ho promesso a mio padre. E visto che l’Italia non mi ha dato la possibilità di difendermi fin dall’inizio, portandomi a questa situazione, andremo in Europa. Mi sto già muovendo. Ma un fatto è certo, io da qui non mi muovo».
Valutazione
Da qui la sensazione che la battaglia legale tra i proprietari della casa, gli enti pubblici coinvolti e Fattorie Toscane, società agricola che dietiene la storica villa, riconducibile alla famiglia di Gianni Pesce possa proseguire dopo anni e anni di udienze in tutti i gradi di giudizio e nei vari organi della Giustizia italiana. E non va sottovalutata neppure l’aspetto economico. Anzi, è proprio su questo che l’avvocato Toscano ha intenzione di giocare la partita dal punto di vista giudiziario: «Il Comune sta giustamente rispettando la sentenza del Consiglio di Stato e ha ordinato lo sgombero dell’abitazione ai Cerretini. Ma sta dimenticando che il provvedimento di alcuni anni fa prevede, oltre alla demolizione, anche la valutazione dell’immobile. Che deve essere fatto in cotraddittorio. Nel caso questa perizia ci sia già, va ufficializzata ai miei clienti. Per questo ho inviato una mail pochi giorni fa all’amministrazione comunale intimando che qualcuno degli uffici si presenti per avviare le procedure che portino a una cifra economica da sottoporre all’attenzione della famiglia Cerretini».
Danni
Toscano aggiunge che la stessa Posta elettronica certificata (Pec) è stata inviata anche a Corte dei conti e al commissario ad acta (la prefettura di Pisa): «Voglio che, in via preventiva, questi due organismi siano a conoscenza del rischio di danno erariale che questa vicenda si porta avanti. Demolire senza una valutazione della casa non si può fare. E potrebbe far lievitare i conti che il Comune di Ponsacco deve pagare ai Cerretini». La proprietaria, del resto, ha già presentato una sua valutazione. «A cui si aggiungono danni materiali e morali, oltre alle spese legali. Si parla di un risarcimento che supera abbondantemente il milione di euro», sottolinea la proprietaria dell’abitazione da demolire.
Spese
Secondo Toscano, l’eventuale demolizione sarà fatta dal Comune. «Figuriamoci se i Cerretini abbattono la casa per cui hanno lottato così tanto – spiega ancora il legale –. Ed è un costo che dovrà sostenere l’amministrazione comunale. Oltre al valore dell’immobile, ovviamente». Una situazione prevedibile, quella dal punto di vista economico che si sarebbe aperta nel caso si fosse arrivati al peggiore degli epiloghi per la famiglia costruttrice dell’abitazione lungo via delle Colline per Legoli. La demolizione aprirebbe un effetto domino fra chi deve risarcire cosa. Ed è probabile che, anche in questo caso, si arriverà a lungo contenzioso legale. E mentre l’avvocato Toscano non ha ancora sciolto le riserve sull’eventuale presentazione di una richiesta per l’annullamento degli ultimi provvedimenti del Consiglio di Stato («È basata sull’articolo 29 del piano territoriale di coordinamento della Provincia in cui si afferma che non si può costruire nella fascia di rispetto boschiva, salvo poi dare aperture a costruzioni nell’ultima parte del testo»), Paola Cerretini sembra avere le idee chiare: «Il problema non l’ho creato io. Avevo tutti i documenti per il via ai lavori. Ma poi mi sono ritrovata contro chi aveva concesso le autorizzazioni, Comuni di Ponsacco, Pontedera, Regione e Soprintendenza. Ripeto, per me non è ancora finita».
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