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Pontedera, il calcio è davvero in pericolo: il silenzio dei brasiliani, i soldi che non arrivano e un progetto che non si vede

di Stefano Scarpetti

	I tifosi del Pontedera
I tifosi del Pontedera

Tra scadenze imminenti, pendenze ancora da saldare e una struttura societaria che non decolla, il club granata rischia di arrivare all’estate senza le condizioni minime per affrontare la nuova stagione

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PONTEDERA. Nei primi dieci giorni di giugno 2026 si deciderà il futuro del Pontedera. La proprietà brasiliana ha fatto sapere all’amministrazione comunale di essere disposta a mettere sul piatto anche i 350 mila euro necessari per il ripescaggio.

Le preoccupazioni del Comune

Cos’è cambiato rispetto a prima? Fonti non ufficiali ma vicine al Comune di Pontedera mostrano una malcelata preoccupazione perché il tempo passa, i granata del presidente Gustavo Nikitiuk non hanno un allenatore, un direttore sportivo e trattative vere e proprie con i calciatori non sono state allacciate. Sembra a questo punto l’ultimo dei problemi la categoria in cui giocherà il Pontedera: prima di parlare di riammissione o ripescaggio bisogna saldare le pendenze relative alla stagione scorsa, condizione necessaria per iscriversi al prossimo campionato di Serie D.

Le scadenze per l’iscrizione

La scadenza rispetto a quella per la Serie C è prevista per la settimana che va dal 4 al 10 luglio, però entro il 7 giugno occorre saldare la stagione scorsa: se non si fa questo, il rischio di vedersi respingere la domanda di ammissione al campionato di Serie C è molto alto. Alle parole – peraltro non molte – e al preoccupante silenzio assordante che ha contraddistinto in gran parte l'arrivo di Sportheca nella città della Vespa, non ha corrisposto la nascita del tanto decantato progetto.

Una società ancora senza struttura

Quando mancano 45 giorni all'inizio della stagione 2026/27 la società granata non ha messo in piedi una compagine societaria vera e propria. In caso di Serie D non verrà nominato un direttore sportivo del comprensorio, ma si occuperà di tutto Roberto Rappa Santos. Difficile capire quale sia la sua esperienza di un campionato di quarta serie italiana.

Tre mesi e mezzo senza spiegazioni

Sono passati tre mesi e mezzo dal closing tra il fondo sudamericano e la precedente gestione: non c'è stata nessuna conferenza stampa per spiegare i motivi del loro arrivo a Pontedera, né di cosa si tratti realmente la loro idea di calcio. Solo comunicati stampa e dichiarazioni estemporanee: a questo punto non fa paura la categoria, ma come possa essere portata avanti l'attività calcistica a Pontedera.

Il silenzio della città e il rischio peggiore

Fra l'altro regna il più assoluto silenzio in città, come se non ci si rendesse conto del rischio che il club stia correndo: la non iscrizione alla Serie D – ipotesi da non sottovalutare – vorrebbe dire la fine del calcio di un certo tipo a queste latitudini, un'onta nella storia dei 114 anni di storia granata.

La fiducia concessa e i dubbi crescenti

A Sportheca è stata data tanta fiducia dal suo arrivo dall'amministrazione comunale e dai tifosi, ma adesso è lecito, anzi doveroso, sollevare dubbi sulla sua reale volontà – se esiste veramente – di costruire qualcosa. In caso contrario c'è da prepararsi a tornare nei meandri del calcio dilettantistico come avvenuto nei primi anni 2000, se non a qualcosa di peggio.

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