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Pontedera, Sportheca ci mette i soldi: allenatore, diesse e obiettivi – Il piano dei brasiliani punto per punto

di Tommaso Silvi

	Il futuro del Pontedera nelle mani dei brasiliani 
Il futuro del Pontedera nelle mani dei brasiliani 

Nella giornata di venerdì 15 maggio la nuova proprietà ha presentato le proprie intenzioni in un incontro a porte chiuse con il sindaco Matteo Franconi

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PONTEDERA. Il Pontedera è salvo. I soldi per portare avanti il calcio in città ci sono. Ora c’è da lavorare forte sulla parte organizzativa, sui meccanismi interni alla società granata che devono produrre una macchina capace di muoversi velocemente verso la programmazione della prossima stagione. Di sicuro ci sono i sorrisi e la distensione arrivati al termine dell’incontro di venerdì 15 maggio, quando a Pontedera sono arrivati l’avvocato e il responsabile finanziario di Sportheca, il fondo brasiliano che – attraverso la società Br Football costituita ad hoc per l’operazione – nel febbraio 2026 è diventato proprietario del 95% del club. All’incontro, oltre ai brasiliani, ha partecipato direttamente il sindaco, Matteo Franconi, insieme ad alcuni membri della dirigenza granata. E continua a restare viva la volontà di provare ad essere riammessi in Serie C. Ma andiamo con ordine.

Pronti a pagare

Il primo nodo da sciogliere era quello relativo alla stagione appena terminata con la retrocessione di capitan Andrea Caponi e compagni. Gli esponenti del fondo Sportheca hanno garantito che nella giornata di lunedì 18 maggio provvederanno a saldare in primis i 150mila euro di contributi ai dipendenti, che se non corrisposti manderebbero il Pontedera incontro a una penalizzazione in classifica nel prossimo campionato. Sportheca inoltre deve pagare una cifra vicina ai 600mila euro – come scritto dal Tirreno nei giorni scorsi dopo attente verifiche senza alcuna smentita della società – per pareggiare i “conti in sospeso” della passata stagione. Anche su questo fronte gli emissari di Sportheca hanno ribadito la totale disponibilità. È vero che nessuno di questi pagamenti è stato ancora effettuato realmente, ma è altrettanto vero che le garanzie mostrate nell’incontro di venerdì 15 maggio fanno pensare - senza rischi di colpi di scena – che la nuova proprietà adempirà a tutti gli obblighi senza alcun tipo di problema. Tradotto in pochissime parole: Sportheca ha dimostrato nero su bianco che i soldi ce li ha. Ed è pronta a metterli sul piatto.

Programmazione

Il lato finanziario dei nuovi proprietari del Pontedera dunque non spaventa. Il punto debole? Fino a questo momento sicuramente la programmazione, unita alla comunicazione – scarsa, fin troppo scarsa – con la città e con i tifosi. E anche su questo punto Sportheca avrebbe detto chiaramente di voler migliorare. D’altronde va riconosciuto che non è semplice catapultarsi dall’altra parte del mondo nella “piccola” Pontedera, nel calcio italiano, e ancora più specificatamente nella Serie C italiana. Pensiamo - per fare un paragone -  a un gruppo di imprenditori italiani che si ritrovano ad acquistare e gestire una formazione della terza serie brasiliana. Sicuramente anche loro – come Sportheca a Pontedera – inizialmente avrebbero bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi e capire bene come funzionano i meccanismi. Attenzione, però, perché ora il tempo a disposizione di Sportheca è davvero poco: c’è da programmare alla svelta la prossima stagione. Che sia in Serie C o in Serie D. E nell’incontro di venerdì 15 maggio si è parlato anche e soprattutto di questo.

Amministratore, direttore sportivo e allenatore

Sportheca nel corso del summit ha presentato due linee di programmazione. La prima nel caso in cui il Pontedera dovesse restare in Serie C. La proprietà ha fatto sapere di essere pronta a investire – attraverso i soci del fondo – una bella cifra per raggiungere tranquillamente la salvezza. Per intenderci, un budget in linea con quello degli ultimi anni del Pontedera, al netto delle scelte catastrofiche dell’ultima stagione che hanno spalancato ai granata le porte dei dilettanti. Se fosse Serie C – e questo lo sapremo solo tra alcune settimane quando sarà chiaro quanti posti si libereranno in terza serie, tra Ternana, Vado, Foggia e altre formazioni che vedono il proprio futuro in bilico – per l’allenatore dei granata Sportheca ha fatto sapere che punterebbe a un profilo giovane, un tecnico con cui sarebbe possibile costruire un ciclo vero e proprio che vada oltre la singola stagione. Se invece il Pontedera dovesse ripartire dalla Serie D, i brasiliani sono pronti ad affidarsi a un allenatore d’esperienza, mettendo sul piatto un budget corposo per la costruzione di una squadra in grado – almeno sulla carta – di riprendersi subito i professionisti. Sportheca avrebbe inoltre fatto sapere di voler puntare, per il ruolo di allenatore e di direttore sportivo, su profili italiani e conoscitori della categoria. Nessuna “scommessa” dal Brasile quindi per la panchina e la direzione sportiva del club.

Nuove figure e organizzazione

Il tavolo di confronto è servito inoltre per capire come sarà organizzata la società. Perché da quando Sportheca è diventato proprietario del Pontedera – inutile negarlo – si è respirato un caos generalizzato all’interno del club. Tante figure, tante persone in sede, ma poca chiarezza sui ruoli di ognuno. Sportheca ha quindi spiegato che ha intenzione di organizzare la società in modo estremamente razionale, affidando a ciascun membro alcuni compiti operativi da portare avanti. Patti chiari, amicizia lunga, insomma. Uno schema di lavoro estremamente organizzato, regolato anche attraverso alcune applicazioni gestionali che permettono di avere chiaro e costantemente sotto controllo l’operato del club e delle persone che lavorano all’interno. I brasiliani non vogliono sorprese e vogliono avere chiari obiettivi da raggiungere e percorsi da intraprendere per arrivarci. Almeno questa è l’intenzione palesata durante l’incontro. Per facilitare il rapporto tra i dipendenti del club e la proprietà sarà nominato un “Cfo”, ovvero uno Chief Financial Officer, che starà a Pontedera e sarà un uomo di fiducia dei brasiliani e si occuperà di “legare” i rapporti tra la dirigenza e la società in Brasile. L’idea, poi, è quella di nominare un nuovo presidente, pontederese, che possa interfacciarsi pubblicamente con i tifosi e con la società. Qualcosa di simile a quanto accaduto a Pisa, dove il magnate Knaster fa il patron e Giuseppe Corrado invece fa il presidente. Gli emissari di Sportheca resteranno a Pontedera fino al 22 maggio. Il lavoro da fare non manca perché il futuro granata è appena iniziato e – al di là del budget e delle buone intenzioni – il lato sportivo è già in ritardo. Inoltre, sarebbe stata fissata per lunedì 18 maggio una conferenza stampa per presentare ufficialmente alla città i piani di Sportheca. Per il momento, però, non c’è alcuna comunicazione ufficiale della società. 

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