Il Tirreno

Montecatini

Territorio fragile

Slalom fra smottamenti e alberi caduti: così la collina ora è a rischio isolamento

di Luca Signorini

	Un albero su un cavo e una frana
Un albero su un cavo e una frana

Da Montecatini ad Avaglio: nella zona sono presenti anche diverse strutture ricettive mentre pure le linee aeree appaiono danneggiate

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MONTECATINI. Il rischio isolamento è sempre più reale, e potrebbe non limitarsi a una “separazione fisica” provocata da qualche frana, ma anche in una perdita di servizi fondamentali. Stiamo parlando delle persone che vivono lungo la provinciale 32, come è burocraticamente indicata quella che tutti chiamiamo Nievole-Avaglio, una strada troppo spesso al centro di cronache e ordinanze. E nonostante forma e dimensioni ricordino più una via di campagna più che una provinciale, si tratta di una strada tremendamente importante.

Per chi ci abita in primis, per le diverse attività (B&B, case vacanze, agriturismi) che sorgono lungo la stessa e per chi vive nelle frazioni marlianesi a monte della strada (Avaglio naturalmente, ma anche Serra, Femminamorta e così via) per i quali rappresenta il percorso diretto più veloce per arrivare in pianura, senza dover allungare passando da Marliana e affrontando lo “stop and go” della frana di Parignana con il suo senso unico alternato.

Il maltempo

Una strada però che fa i conti con un territorio tremendamente fragile e in gran parte abbandonato a sè stesso, dove nemmeno gli “interventi tampone” (che consistono soprattutto nella rimozione della terra e delle pietre che scendono a monte delle strade e nell’installazione di transenne là dove ci sono cedimenti a valle dell’asfalto) tengono il passo con i movimenti del terreno, e ad ogni pioggia si fanno i conti con le conseguenze.

Anche gli acquazzoni della scorsa settimana hanno provocato nuovi smottamenti e cadute di massi sulla provinciale. E ulteriori movimenti sono stati registrati anche in occasione delle piogge di questa settimana. Basta fare un giro della stessa strada per rendersi conto che l’unica soluzione è quella di un intervento radicale e strutturale, per evitare di andare avanti con la litania delle ordinanze di chiusura o di limitazioni del traffico che si susseguono da tempo per questa strada.

I cartelli e la viabilità

A testimoniare la gravità della situazione di questi 10 chilometri che separano la frazione montecatinese di Nievole da quella marlianese di Avaglio è la presenza quasi continua di geoblock, cartelli che indicano la presenza di frane, scarpate sovrastanti e sottostanti svuotate dalla terra che se ne è andata, portata via dall’acqua. E poi transenne, tante transenne, alcune ormai coperte e parzialmente nascoste dalla vegetazione, a testimoniare che sono lì da parecchio tempo (e con loro il problema per cui sono state collocate).

Ma non è solo la viabilità a soffrire di questo stato di cose. Impegnati a guardare l’asfalto davanti a noi si rischia di non vedere cosa sta succedendo sopra e ai lati, guardando i tralicci dei cavi elettrici e telefonici. In almeno in un paio di casi, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, i cavi sorreggono i tronchi degli alberi caduti, con il rischio di spezzarsi da un momento all’altro e creando nuovi e pesanti disagi per chi vive e lavora qua (da notare un particolare, le foto sono state scattate giovedì mattina, prima della forte ondata di vento della sera, quindi il quadro potrebbe essere ancora peggiore).

E anche questo sarà un argomento di cui tener conto nella prossima assemblea del comitato cittadino, il 29 maggio a Momigno. 
 

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