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San Miniato, da mesi in attesa di una risonanza: slitta l’operazione per un bambino – L’appello della madre

di Nilo Di Modica

	Una risonanza magnetica: l’esame è fondamentale per eseguire l’operazione di cui necessita il bimbo (Foto d’archivio)
Una risonanza magnetica: l’esame è fondamentale per eseguire l’operazione di cui necessita il bimbo (Foto d’archivio)

La famiglia ha scritto al presidente Giani e ha chiesto l’intervento del difensore civico regionale: «Attendiamo da gennaio, impossibile prenotare»

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SAN MINIATO. «Se quattro mesi non bastano per prenotare una visita in vista di un intervento, cos’altro dovremmo fare?». È la domanda, ma anche l’appello, di Anna, residente a San Miniato e madre di un bambino a cui è stata diagnosticata la diplopia. Comunemente nota anche come “visione doppia”, è una condizione in cui un singolo oggetto viene percepito come due immagini distinte, sovrapposte o affiancate.

Un disturbo che può essere curato con un intervento chirurgico che deve essere anticipato da una serie di controlli e visite di accertamento, a partire da una risonanza magnetica. «Ci hanno emesso la ricetta per la risonanza magnetica il16 gennaio. Da allora non ci sono stati versi di prenotarla né nella nostra Asl di appartenenza, la Toscana centro, né in nessun altro luogo della Toscana – racconta Anna –. Abbiamo provato a prenotare tramite il Cup online, tramite le farmacie, chiamando il Cup, vari ospedali e Asl della regione. Tutte le volte la risposta è la stessa: “provate a richiamare”. Ma mio figlio – continua la madre – questa risonanza magnetica la deve fare in vista di un intervento. Non è una questione di vita o di morte, ma mio figlio soffre di strabismo. Mette a fuoco male le immagini ed è una condizione risolvibile solo con l’intervento. Quanto dovremmo aspettare?».

Una “caccia”, quella ad un posto per un esame medico, purtroppo sempre più frequente fra le famiglie, fatta di frustrazioni, notti passate sul sito internet del Cup «perché ci hanno detto che dopo la mezzanotte qualche posto si libera» alimentate da una speranza che quasi sempre si trasforma in amarezza. «Non sappiamo più a chi affidarci», continua Anna. Una richiesta che proprio in questi giorni la famiglia ha inoltrato anche al difensore civico regionale e, tramite pec, anche al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Appellandosi anche alla legge.

Se il Servizio sanitario nazionale non garantisce una visita specialistica entro 30 giorni o, come in questo caso, un esame diagnostico entro 60 giorni, è possibile richiedere la prestazione in intramoenia pagando solo il ticket. Ma è necessario presentare un’istanza formale alla direzione sanitaria, che in questi giorni ha preso in carica la pratica. «Stiamo scrivendo e appellandoci a tutti – continua Anna –. Il difensore civico ha risposto che dobbiamo aspettare ancora una settimana. Non abbiamo la pretesa di eseguire l’esame sotto casa. Se mi dicono di farla nella provincia più remota della regione accettiamo e partiamo pur di fare la risonanza. Ma così non è possibile andare avanti».

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