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Niente stipendi ai lavoratori: sciopero e presidio alla Pieracci di Fornacette

di Andreas Quirici

	Il presidio di fronte ai cancelli della Pieracci Meccanica di Fornacette
Il presidio di fronte ai cancelli della Pieracci Meccanica di Fornacette

Protesta organizzata dalla Uilm davanti all’azienda: «Andremo avanti fino a quando verranno pagati». L’azienda: «Bonifici effettuati»

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CALCINAIA. Un presidio per chiedere il pagamento degli stipendi e per chiedere cambiamenti alla gestione dell’azienda. È quello organizzato dalla Uilm Uil di fronte ai cancelli della Pieracci Meccanica di Fornacette, nel comune di Calcinaia dove la protesta andrà avanti fino a quando non saranno arrivati i bonifici sui conti correnti dei lavoratori. Ieri mattina erano in tanti gli operai con le bandiere del sindacato, insieme al rappresentante della Uilm provinciale, Riccardo Bartoli e i delegati della Rsu aziendale, sempre in quota della stessa sigla, Racid Lamnouar e Gueye Abdoulye. «L’11 febbraio non sono stati pagati gli stipendi – dicono i sindacalisti – e per questo fermeremo la produzione fino a quando non verranno versati nei nostri conti correnti».

Dall’azienda metalmeccanica dell’indotto Piaggio, dicono che i pagamenti sono stati effettuati proprio ieri mattina: «Giusto il tempo tecnico per l’accreditamento e avremo rispettato anche questa scadenza come abbiamo sempre fatto. E come avevamo spiegato alle rappresentanze sindacali. Avevamo difficoltà nel reperire liquidità, perché siamo legati a doppio filo a Piaggio che, a sua volta, è ferma da ottobre sotto l’aspetto della produzione e riprenderà a lavorare a marzo. A questo si aggiunge la crisi del metalmeccanico che in Italia sta creando notevoli problemi».

Lavoratori ed esponenti della Uilm, però, non si fidano. «Fino a quando non vedremo l’arrivo degli stipendi andremo avanti con la protesta. Abbiamo fatto un incontro con l’azienda la settimana scorsa e negli ultimi giorni abbiamo lavorato come sempre, malgrado il mancato pagamento degli stipendi. Abbiamo dimostrato buon senso e attaccamento all’azienda per cui lavoriamo ormai da anni. Però, di fronte alle ripetute accuse di essere la causa della crisi e al fatto che non c’è stata data una spiegazione di quello che succedeva a livello di liquidità, abbiamo deciso di scioperare a oltranza».

Bartoli spiega che «la Pieracci Meccanica ha ventilato l’ipotesi di attuare quella che viene chiamata la composizione negoziata, una procedura che viene fatta tramite la Camera di commercio e che dà la possibilità di dilazionare pagamenti d’incombenze aziendali e ottenere più flessibilità sotto l’aspetto della liquidità. Però di tutto questo non abbiamo ancora visto un documento concreto. Senza contare che, malgrado i problemi dell’indotto Piaggio, proprio legati allo stop della produzione della fabbrica della Vespa, quella di Fornacette è l’unica a non aver pagato gli stipendi». L’esponente della segreteria provinciale della Uilm Uil dice di aver «convocato anche un tavolo in Regione e siamo in attesa di essere convocati per affrontare la questione della Pieracci. Da tempo diciamo che la gestione della fabbrica va cambiata. Ma non siamo mai stati ascoltati. E oggi siamo al punto in cui ciò che spetta ai lavoratori non viene pagato».

Dall’azienda viene sottolineata la difficoltà diffusa nel settore metalmeccanico: «Non si possono ignorare i contesti in cui sta maturando questa situazione. I problemi sono gli stessi per tutte le realtà che gravitano in questo comparto. La concorrenza della Cina e le scelte che vengono fatte in Europa e in Italia, nel settore dei motori, finiscono per penalizzare le aziende come la nostra». 

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