Il Tirreno

Pontedera

L'indagine

Ucciso in strada a colpi di pistola: c’è un secondo giovane indagato

di Lorenzo Carducci

	Il luogo i cui è avvenuto l'omicidio, in alto da sx la vittima Kevin Muharremi e l’indagato Renato Xyke
Il luogo i cui è avvenuto l'omicidio, in alto da sx la vittima Kevin Muharremi e l’indagato Renato Xyke

Montecalvoli, il neo 18enne in auto col presunto killer si dice all’oscuro delle intenzioni dell’amico. Prima la lite al pub, con la vittima Kevin Muharremi urtato da Xyke in retromarcia

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SANTA MARIA A MONTE. C’è almeno un altro indagato per l’omicidio a colpi di pistola del 25enne albanese Kevin Muharremi, avvenuto intorno alle 4,45 della notte di San Valentino a Montecalvoli. Mentre rimane in carcere il presunto killer, il 20enne di origini albanesi Renato Xyke, un amico che si trovava in macchina con lui al momento degli spari si è presentato dai carabinieri, accompagnato dal proprio avvocato Giulio Parenti, per rendere spontanee dichiarazioni. Di fatto però l’audizione del neo 18enne di origini albanesi si è trasformata “in corsa” in un interrogatorio durato tre ore.

La testimonianza

Il ragazzo, profondamente scosso, ha ammesso di aver assistito all’omicidio in viale della Repubblica sul sedile del passeggero a bordo del Range Rover Evoque guidato da Xyke, ma si è professato totalmente all’oscuro del fatto che l’amico avesse una pistola – una Beretta semiautomatica calibro 7,65 detenuta illegalmente e trovata poi vicino alla casa del fermato a Montecalvoli – e che volesse usarla contro la vittima. Al momento il 18enne risulta indagato per concorso in omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L’altro dettaglio che emerge è che a bordo del suv ci sarebbe stato anche un terzo giovane, minorenne, seduto dietro.

I dettagli della lite

Tre da una parte e tre dall’altra, nel Fiat Doblò bianco con all’interno la vittima, un amico al volante e il cugino seduto dietro. In viale della Repubblica ci sono arrivati per raggiungere o aspettare i “rivali”, con i quali potrebbero aver preso un vero e proprio appuntamento per regolare i conti dopo la lite avvenuta qualche ora prima al locale delle Capanne, dove entrambi i gruppi avevano passato il venerdì sera. Una lite che sarebbe scoppiata all’interno del pub per futili motivi, per poi proseguire nel parcheggio. Come punto di non ritorno, quello che sembrava esser stato l’urto tra le due auto, ma che invece sarebbe qualcosa di diverso. Con una manovra in retromarcia, il presunto omicida avrebbe urtato intenzionalmente la vittima, ulteriore sviluppo di una faida finita in tragedia con la morte di Muharremi, colpito da almeno tre dei cinque colpi sparati verso il Doblò.

Xyke resta in carcere

Oggi ad Arezzo, dove si è interrotta la fuga di Renato Xyke, intercettato dalla polizia stradale sull’A1 insieme alla famiglia con la stessa Range Rover, il gip ha convalidato il fermo nei confronti del 20enne, difeso dall’avvocato Giuseppe Carvelli, e disposto la sua permanenza in carcere in regime di custodia cautelare. Ora gli atti passano alla procura di Pisa, che ha già cominciato da sabato a imbastire indagini a tappeto – da passare al setaccio le telecamere della zona a sentire tutte le persone che “potrebbero sapere” passando dalla verifica dei contatti telefonici tra i giovani coinvolti – che hanno già portato al sequestro dell’arma e all’acquisizione di alcuni elementi. Titolare del caso è il sostituto procuratore Fabio Pelosi: in questi giorni interrogherà il 20enne di Montecalvoli (già noto alle forze dell’ordine) su cui pende l’accusa di omicidio volontario e che ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non è da escludere che in caso di incongruenze tra versioni, venga risentito anche l’amico 18enne, alla presenza dello stesso Xyke.

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