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Sagra della patata fritta a rischio: i lavori in piazza minacciano una delle feste simbolo di Santa Maria a Monte

di Nilo di Modica

	Il padellone in cui vengono fritte quintali di patate nei giorni della sagra
Il padellone in cui vengono fritte quintali di patate nei giorni della sagra

Corsa contro il tempo per ospitare la 53ª edizione. Intanto il comitato ha pensato a un piano B

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SANTA MARIA A MONTE. Edizione numero 53 per la storica Sagra della patata fritta, che quest’anno, in accordo col comune, potrebbe prendersi anche qualche spazio in più andando oltre la sola piazza della Vittoria. L’appuntamento organizzato dal Comitato Fiera dell’Assunta, avrà luogo dal 16 al 21 agosto e promette come sempre un programma ricco di eventi per animare il borgo medievale.

Appuntamento che non teme pronostici in merito allo stato della piazza, notoriamente interessata da oltre un anno da cantieri che dovrebbero concludersi in tempo per la sistemazione di cucine, stand e soprattutto il leggendario padellone. Anche se a dirla tutta, negli ambienti del comitato, il “piano B” era già stato ipotizzato, per quella che sarebbe stata un’inedita edizione a Ponticelli.

Ma la sfida, come sempre, è farla nel cuore del borgo. «Sappiamo bene quanto i santamariammontesi tengano a questa festa, essendo la manifestazione laica forse più importante del comune – dice il sindaco Manuela Del Crande. – Anche per questo, già da gennaio quando il comitato organizzatore è venuto a chiedere gli spazi, c’è stata da parte nostra la disponibilità più totale nella concessione anche di aree in genere non interessate dalla manifestazione».

Una storia, come spesso accade, con alti e bassi, fino alla crisi di due anni fa dalla quale la manifestazione è uscita grazie ad un moto collettivo di paese, da cui è scaturito il nuovo comitato presieduto da Maurizio Ferri. «Approfitteremo della situazione per fare qualcosa di diverso e antico allo stesso tempo – fa sapere Ferri –. Coinvolgere davvero tutto il paese, anche via Renaio. Ce la stiamo mettendo tutta».

Protagonista indiscussa della festa, ovviamente, è la Patata Tosca, varietà autoctona della Monnalisa a pasta gialla, coltivata nelle colline delle Cerbaie. «Rinomata per il suo sapore unico e la sua versatilità in cucina, la Tosca è un simbolo dell’identità agricola locale – ricordano dal Comitato –. Durante la sagra, sarà possibile degustarla in diverse preparazioni, con un’attenzione particolare alla tradizionale frittura nel celebre “padellone”».

Introdotto praticamente subito, nel 1973, il luogo centrale della preparazione delle patate è una gigantesca padella di quasi due metri, dove per ogni edizione vengono fritti vari quintali di patate. «L’edizione 2025 sarà dedicata a Carla Bastianelli, figura storica del comitato recentemente scomparsa – scrivono dalla Fiera dell’Assunta –. Un tributo sentito a colei che ha contribuito a rendere la sagra un evento di riferimento nel panorama toscano».

Il programma definitivo con gli ospiti di quest’edizione è ancora in corso di definizione. L’ingresso come sempre, sarà gratuito.


 

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