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Sport e storia

Addio all’imprenditore toscano che segnò un’epoca nel mondo del ciclismo femminile

di Andreas Quirici
Antonio Savino con le atlete della sua squadra
Antonio Savino con le atlete della sua squadra

Nel suo club hanno giocato campionesse come Fabiana Luperini e Imelda Chiappa: «Riuscito a vincere tutto quello che c’era da vincere»

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CRESPINA LORENZANA. «È stato un grande personaggio per lo sport. Ha creato la squadra femminile divenuta famosa, ma anche una di ragazze juniores a Lari in collaborazione con noi». Antonio Giuntini non riesce a finire la frase. Il nodo alla gola ha il sopravvento al pensiero di aver perso non tanto un collega che ha fatto tanto per il mondo del pedale, ma soprattutto un amico e una persona «che ha fatto tanto del bene a molte persone». Giuntini è presidente dell’Unione sportiva Juventus Lari ciclismo e le sue parole servono a ricordare la figura di Antonio Savino, morto l’altro giorno nella sua abitazione di Cenaia, nel comune di Crespina Lorenzana, all’età di 82 anni. Proprio nella villa di via delle Colline è esposta la salma che domani (26 ottobre) sarà portata alla chiesa del paese per il funerale, fissato per le 15,30.

Il ricordo

Il nome di Antonio Savino è legato all’impresa edile che ha costruito tantissimo nei decenni scorsi in tutte le zone della provincia, dando un tetto a numerosissime famiglie e lavoro a centinaia di operai nel corso degli anni. Ma la Edil Savino è stata anche una squadra di ciclismo femminile che ha fatto la storia di questo sport.

Campionesse come la pontederese Fabiana Luperini e ancora prima Imelda Chiappa, ma anche la lituana Edita Pucinskaite rimarranno per sempre legate a una società e a un presidente che ha davvero dato tutto per questa disciplina, puntando sull’universo femminile che tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila stava assumendo connotazioni simili al ciclismo maschile. E la Edil Savino è stata protagonista di tutto questo con Antonio a svolgere il ruolo di organizzatore e mente di ogni dettaglio, mentre il figlio dirigeva dall’ammiraglia.

I tanti messaggi

Proprio Davide ha rappresentato un colpo al cuore per il padre che lo ha perduto nell’agosto 2007 a causa di un malore mentre stava trascorrendo una vacanza in barca nei mari della Corsica all’età di 39 anni. Una tragedia che ha colpito la famiglia composta dalla moglie di Antonio Savino, Fiorella anche lei scomparsa, e le due figlie Sara e Priscilla che ora si stanno preparando a dire addio al padre insieme a tantissime altre persone che lo hanno conosciuto nell’ambito sportivo o in quello lavorativo. Savino era malato da tempo e, negli ultimi tempi, le sue condizioni si erano aggravate fino all’altro giorno, quando ha chiuso gli occhi per sempre.

E, fatalmente, la notizia della sua morte ha destato molta commozione. «Una grave perdita per il territorio, per il mondo dello sport e del ciclismo in particolare – è il ricordo del sindaco di Pontedera Matteo Franconi –. Con Savino e la sua famiglia avevo un legame stretto e un rapporto di grande stima. Savino è stato imprenditore coraggioso e illuminato, che ha messo in campo tante progettualità anche nella nostra città. Ed è stato prima di tutto appassionato del mondo delle due ruote, che poi ha declinato con l’impegno di sponsor e organizzatore di ciclismo femminile, dove ha ottenuto successi a ripetizione per tanti anni. Il suo impegno ci consentì di portare su Pontedera il Giro d’Italia femminile e il Giro della Toscana Donne e tutta una serie di altre competizioni di alto livello sulle quali Savino non ha mai fatto mancare il suo impegno e il suo appoggio. Una persona squisita, attenta, scrupolosa, che metteva sempre la sua passione in primo piano. Con grandi valori umani e professionali. È una giornata di lutto, ma anche di ricordo e ringraziamento per tutto quello che ha fatto».
Antonio Giuntini, invece, ricorda che «nel ciclismo femminile è riuscito a vincere con la sua squadra praticamente tutto quello che c’era da vincere. Ci mancherà davvero tantissimo». Tenero il commento di Fabiana Luperini: «Ho un bellissimo ricordo di Antonio Savino e della sua bellissima famiglia. È stato grande lavoratore e grande imprenditore, un vero esempio per tutti. E sul piano sportivo ho condiviso con lui i miei successi. Mi scelse per la sua squadra, mi ha sempre supportato, era il primo ad esultare per ogni vittoria. Veramente un grandissimo uomo e un grandissimo sportivo».

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