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Biscottificio Biancoforno, ora è scontro totale: l’azienda querela una sindacalista

di Nilo Di Modica
Biscottificio Biancoforno, ora è scontro totale: l’azienda querela una sindacalista

Flai Cgil: «Non ci intimidiscono, questa vertenza sarà una questione nazionale»

15 maggio 2024
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CALCINAIA. Aumenta la tensione fra sindacati e Biancoforno, che intanto risponde con le carte bollate. Si è chiusa con la notifica di una querela per diffamazione ai danni della segretaria provinciale della Flai Cgil Natasha Merola la giornata di lunedì, poche ore prima che un centinaio di lavoratori dell’azienda, rappresentanti sindacali e di altri stabilimenti si radunasse di fronte ieri mattina ai cancelli della ditta di prodotti dolciari in via Mazzei a Fornacette.

«L’assemblea sindacale la facciamo qui, in strada, dato che l’azienda continua a negarci uno spazio» hanno detto i sindacalisti, fra i quali erano presenti anche il segretario nazionale della Flai Cgil Giovanni Mininni, quello della Cgil Toscana Rossano Rossi e quello della Filctem di Pisa Alessandro Conforti. Questione quella della mancanza di spazi per l’attività sindacale, che dal 2017 è anche al centro di un contenzioso fra Cgil e azienda finito fino in Cassazione, ancora da concludersi. «Se pensano di poter intimidire la Cgil a suon di denunce faremo capire a questi signori che hanno preso un granchio – ha detto Mininni –. Noi non arretreremo di un millimetro e faremo di tutto per trasformare la vertenza Biancoforno in una questione nazionale».

Al centro della protesta la questione degli orari dell’estrema flessibilità dei turni. Contesto tratteggiato da numerosi interventi: dalla precaria che «dopo vent’anni ancora aspetta di essere stabilizzata» a quella che denuncia «gli orari del turno comunicati giorno per giorno, anche mezz’ora o un’ora prima, con un messaggio».

«Fa piacere vedere che i lavoratori stiano cominciando a prendere coraggio – dice la segretaria Merola –. Nonostante l’azienda anche ieri (lunedì, ndr) abbia tentato di intimidirli e scoraggiarli a partecipare a questo presidio». Riferimento, quello all’incontro organizzato lunedì dalla dirigenza dell’azienda

«Un tentativo di intimidire, messo in piedi da questi signori che evidentemente pensano di essere proprietari dei macchinari, delle mura del capannone e anche dei lavoratori – dice Mininni –. Un incontro con alcune decine di lavoratori ai quali è stata fatta una filippica di un’ora in cui si è voluto spiegare loro come va il mondo. In cui si continua a dire che a seguire i sindacati l’azienda rischia di chiudere. Peccato che come sindacato noi di aziende come questa ne vediamo tante ed in molte i diritti fondamentali, fra cui avere dei turni chiari e delle relazioni sindacali normali, sono rispettati e senza che questo pregiudichi la produttività. Serve solo la volontà di venire incontro alle esigenze legittime delle persone».

Una «sfuriata» ai lavoratori, come la chiamano i sindacati, che «congelerà il tavolo di trattativa». Probabile quindi che allo sciopero sospeso nei giorni scorsi ne seguiranno altri. Intanto la questione a breve potrebbe approdare anche in parlamento a seguito di un’interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana. «Siamo a fianco dei lavoratori e della Flai Cgil – sottolinea Anna Piu, segretaria provinciale di Si, presente al presidio – la Biancoforno rappresenta una realtà importante sul territorio che da lavoro a quasi 380 addetti con l’indotto. Non si può tollerare che i tempi di lavoro non siano certi, impedendo alle persone la possibilità di organizzare la propria vita». 

 

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