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La tragedia

Haris Shala, lo schianto mortale e le ultime parole: il 25enne pisano lascia una bimba di 15 mesi, il ricordo del suocero: «Ragazzo meraviglioso»

di Sabrina Chiellini
Haris Shala con la figlia e il camion dopo lo schianto mortale
Haris Shala con la figlia e il camion dopo lo schianto mortale

Era andato in Veneto per conto di un’azienda di Vecchiano: abitava a Caprona dove sono arrivati i parenti dal Belgio dilaniati dal dolore

23 aprile 2024
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VICOPISANO. «Era ancora vivo quando i soccorritori sono arrivati, si lamentava ma poi il suo cuore si è fermato». È distrutto Mirco Ragoni, padre di Sara, 21 anni, compagna di Haris Shala, 25 anni, italo albanese, che ha perso la vita in seguito a un incidente mortale sull’autostrada A22, vicino a Verona. Un’altra vittima sul lavoro. Haris, padre di una bambina di 15 mesi, faceva il camionista, la guida era una delle sue passioni, non sentiva il sacrificio di chi sta per ore sulla strada. Dopo le 3 della notte di lunedì 22 aprile è uscito di casa per andare al lavoro, come tante altre volte. Ma dalle sue due “donne”, la compagna e la figlia in tenera età, non tornerà più. «Siamo stati a Verona per il riconoscimento – aggiunge Ragoni – mia figlia è sconvolta e noi con lei. Haris era una persona meravigliosa, si impegnava molto per non fare mancare niente alla famiglia. La vittima abitava a Caprona. Era andato a fare una consegna per conto di un’azienda di ascensori di Vecchiano. «Non sappiamo cosa sia successo – aggiunge Ragoni, di rientro da Verona dove ha assistito al triste rito del riconoscimento – Haris potrebbe avere avuto un malore. È un dolore troppo grande, non ci sono parole. Stava tornando indietro verso Pisa, c’era stato un altro incidente, poi il suo: gli è costato la vita». La magistratura ha disposto l’esame esterno sulla salma per avere elementi in più, utili a spiegare come mai l’autista ha tamponato il tir che era fermo dopo un altro incidente.

La dinamica
Nella mattina di lunedì 22 aprile sull’autostrada ci sono stati due incidenti stradali in rapida successione, il secondo con il decesso del conducente di un furgone. Il primo incidente ha visto il ribaltamento di un camion tra Nogarole Rocca e Mantova Nord. L’incidente ha bloccato il traffico generando oltre otto chilometri di coda tra l’immissione dalla A4 Milano-Venezia. La carreggiata sud è stata interrotta dalle 6.20 alle 8.22 per spostare il rimorchio. Terminati i soccorsi, è stata riaperta una corsia, per far defluire un po’di traffico dei pendolari, prima di una successiva chiusura per la rimozione del rimorchio. Poi la tragedia. Il 25enne, alla guida del furgone che trasportava un motore, è rimasto imprigionato nella cabina che si è schiacciata contro il tir dopo l’impatto. I soccorritori, dopo avere attivato anche l’elisoccorso, hanno tentato di rianimare il ferito che però è deceduto per i politraumi riportati. I rilievi dell’incidente sono stati effettuati dalla polizia Stradale di Verona Sud.

Strazio e lacrime
Martedì 23 aprile a Caprona, dove il camionista viveva, sono arrivati i genitori, la sorella e il cognato che vivono in Belgio, a Liegi. Una casa dalle pareti chiare, al secondo piano di un edificio dove abitano più famiglie, a due passi dalle colline. In questa corte all’improvviso dall’altro giorno sono entrati dolore e lacrime. «I genitori vorrebbero trasportare la salma in Belgio, era un bravissimo ragazzo» dice un familiare. Abbracci, lacrime e parole di conforto per i genitori e la compagna della vittima.  «La polizia stradale ci ha detto che al loro arrivo Haris ha avuto la forza di dire poche parole. Vorremmo tanto conoscere i suoi ultimi pensieri. Anche mia figlia se lo chiede, ma chissà se mai riusciremo a saperlo». Dopo gli accertamenti medico legali con molta probabilità la salma del 25enne, un ragazzone innamorato della vita, molto probabilmente sarà trasportata dove vivono i familiari. Un anno fa circa Haris aveva perso in un incidente stradale un cugino di 29 anni. «Un destino crudele», scuote la testa un parente, fermo davanti alla casa della vittima.

 

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