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Dopo 92 anni chiude il Cafè Tabois, fine di un mito della Valdera

Dopo 92 anni chiude il Cafè Tabois, fine di un mito della Valdera

Decisione sofferta presa da Monica Orlandi: «Sono state giornate piene di tristezza». Fu aperto nel 1931

31 dicembre 2023
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BIENTINA. Sorrisi dietro al bancone, tra un caffè, un aperitivo, una super golosità e un pranzo di lavoro. Due chiacchiere rassicuranti e la certezza di accontentare sempre ogni esigenza. Bar, pasticceria ma anche ristorante e pizzeria. Negli anni, ben 92, aveva trovato la formula giusta per ritagliarsi un posticino nel cuore dei bientinesi e non solo. Ma ieri, perché la domenica come ormai da quasi un secolo, è il suo giorno di riposo settimanale, è calato il sipario su un pezzo di storia del paese. Chiude il Cafè Tabois, un’attività iniziata in via Largo Roma a Bientina nel lontano 1931. «Ci abbiamo pensato tanto ed è stata una scelta molto sofferta, fatta con la testa e non con l’anima», dice Monica Orlandi, la figlia di Orlando, il mitico proprietario morto nel 2017, a cui il locale deve il suo nome.

Le origini del mondo

Perché Orlando che nel 1962 aveva ereditato e continuato la tradizione di famiglia ma ne aveva rivoluzionato la gestione insieme alla moglie Isalda Puccinelli, era conosciuto da tutti in paese come Tabois. «Mio padre era un grande tifoso del giocatore Tabo che iniziò a seguire quando militava nella Sampdoria. Ma ogni volta che il calciatore si trasferiva in una nuova squadra – racconta Monica – anche mio padre cambiava le sue simpatie calcistiche. Così a Bientina gli affibbiarono quel nomignolo». E, allo stesso modo, il locale che si chiamava “Bar Club della Gioventù”, per i tanti ragazzi che lo avevano scelto come seconda casa, diventò il “Cafè Tabois”.

Ma bisogna fare un salto nel passato e riavvolgere il filo della memoria per tornare alle origini. Erano gli anni Trenta quando Armando Orlandi, padre di Orlando e nonno di Monica e del fratello Juri aprì in una piccola stanzetta di sei metri per cinque, ma sempre nel solito centralissimo posto, un negozio dove vendeva latte sfuso acquistato direttamente dalle aziende agricole del territorio. In molti si fermavano ed era un punto di riferimento per la zona. Poi, con Orlando ecco il cambio di look. L’attività si rinnova, si amplia e diventa il primo locale a restare aperto fino a tardi. Scenografia di mille eventi e serate bientinesi, si afferma negli anni Settanta come ritrovo di decine e decine di giovani. Generazioni di adolescenti crescono ai tavolini di quel bar, tra risate e tanta compagnia.

Prendono vita il bar e la pasticceria e attraversano varie epoche, compresa la grande guerra, con la rivoluzione, in base al periodo storico, degli arredi, dei gusti e dei prodotti offerti ma scommettendo ancora sulla qualità e sulla fantasia. Ieri però è andato in scena l’ultimo atto di uno spettacolo lungo e affascinante, durato quasi un secolo.

«Sono state giornate pesanti, piene di tristezza», aggiunge Monica dietro il bancone a dare una mano da quando aveva 13 anni. «Qui sono cresciuta. In questa settimana – dice – abbiamo salutato i clienti. In molti si sono affacciati anche solo per chiedere se la notizia che si era diffusa in paese fosse vera. Vogliamo ringraziarli uno ad uno».

Niente cambio di gestione (al momento)

Per il momento il Cafè Tabois, noto anche in Valdera e in lucchesia, abbasserà la saracinesca senza progetti all’orizzonte che prevedano magari un cambio di gestione. «Ci prendiamo un po’ di tempo. In futuro, se capiterà qualche occasione, faremo le dovute considerazioni», conclude, incapace di nascondere la nostalgia.

Ed è la stessa tristezza che ha toccato molti bientinesi quando a dire addio è stata la pasticceria gelateria Lina ieri celebrata con una cerimonia in Comune. «Ci sono attività che diventano parte della storia di un territorio – ha detto ieri il sindaco Dario Carmassi nella sala del consiglio comunale – e una di queste è la gelateria Lina, meta irrinunciabile di tanti, che ha deciso di chiudere dopo 85 anni di onorato servizio. Ci mancheranno le delizie di Ernestina e Paolo, la loro gentilezza e disponibilità»l


 

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