Il Tirreno

Pontedera

Il bilancio

In rosso i conti del Teatro Toscana, taglio di 400mila euro a Pontedera

di Luca Gasperoni
In rosso i conti del Teatro Toscana, taglio di 400mila euro a Pontedera

Il presidente Giani: «Serve equilibrio tra costi e ricavi, organici da ridurre»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Chiudere in pareggio il bilancio 2023 del teatro della Toscana, al momento con un passivo di 1,2 milioni di euro, attraverso il ricorso al fondo di riserva della fondazione. Evitando così l’ennesimo contributo “forzoso” dei soci pubblici dove in prima fila spiccano Palazzo Vecchio e Regione Toscana. E per il 2024, anche alla luce del debito da 5 milioni di euro con le banche, avviare una serie di tagli alla programmazione, alle strutture e anche al personale, rimandando almeno per il momento il ricorso al Fondo d’integrazione salariale (nei fatti una cassa integrazione). Mentre si lavora per aumentare i ricavi, con la possibilità anche di allargare il perimetro sociale della fondazione. Alla fine è una ricetta incentrata soprattutto sulla spending review quella tratteggiata dal cda della fondazione e dai soci istituzionali per invertire la rischiosa rotta intrapresa dal teatro della Toscana, che riunisce al suo interno il teatro La Pergola, il teatro di Rifredi e il teatro Era di Pontedera.

«Pieno mandato al dg Marco Giorgetti per individuare le azioni necessarie concretamente fattibili in modo da presentare entro il 30 novembre il progetto di bilancio preventivo definitivo 2024», spiega una nota dove si pone come priorità «l’individuazione di tutte le possibili economie». Il tutto accompagnato, sottolinea il governatore Eugenio Giani, da una riflessione più generale sulla sostenibilità del rapporto costi/ricavi dei grandi enti culturali, un problema già emerso con la crisi del Maggio musicale fiorentino. «C’è l’abitudine di pensare “paga Pantalone”, ovvero il pubblico, le grandi fondazioni culturali si devono abituare a ragionare di più in un’ottica manageriale. In questo caso bisogna trovare un equilibrio economico attraverso degli accorgimenti, non è possibile avere 11-12 milioni di euro di costi e appena 2,3 milioni di ricavi dalla bigliettazione. La situazione non è grave comunque, sono contento che abbiamo affrontato subito il punto con la fondazione così possiamo programmare un 2024 diverso». L’ammonimento di Giani arriva al termine di una lunga giornata di discussione che ha visto prima riunirsi il cda della fondazione, guidato dall’ex assessore comunale Tommaso Sacchi e dal sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, e poi l’assemblea dei soci pubblici. Presenti la vicesindaca Alessia Bettini per Palazzo Vecchio, la consigliera Letizia Perini per la Città Metropolitana, il dg Gabriele Gori per Cr Firenze, il presidente Giani per la Regione, il sindaco Renzo Macelloni per la Fondazione Peccioli Per e il collega Franconi per il Comune di Pontedera. «Cda e soci hanno deliberato di chiudere il bilancio 2023 utilizzando le riserve disponibili», cioè ricorrendo ai 2,5 milioni di euro del fondo di riserva per colmare il rosso da 1,2 milioni di euro.

Mentre per la stagione 2024 il direttore generale della fondazione Giorgetti si prepara a presentare un piano lacrime e sangue per ripianare il buco di bilancio di oltre 2 milioni. Sul tavolo la cancellazione di alcune delle produzioni artistiche più costose, tagli ai costi della comunicazione, alle strutture utilizzate e una progressiva riduzione del personale che oggi conta 52 dipendenti a tempo indeterminato. Tradotto con le prime stime: il teatro La Pergola, dove il consulente artistico Stefano Accorsi è in scadenza, dovrà rinunciare a 1,3 milioni di euro, Rifredi ed Era a 400mila euro ciascuno, l’ex cinema Goldoni e la scuola in Oltrarno affidate a Pierfrancesco Favino in tutto a 250mila e infine 220mila euro in meno a disposizione della comunicazione. «Aggiustamenti necessari», ricorda Giani allontanando l'ipotesi di utilizzare il Fis, «bisogna pensare piuttosto a un esodo non traumatico, pensionamenti anticipati e incentivi per ridurre la pianta organica, 52 persone forse sono eccessive». E sul tema della proposta artistica torna a insistere: «L’offerta forse deve essere più popolare e attrattiva per il pubblico».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il racconto

Fi-Pi-Li, Marco e la figlia sono vivi per miracolo: auto trafitta da una lamiera di due metri – «Pochi centimetri e sarebbe stata una tragedia»

di Lorenzo Carducci
Speciale Scuola 2030