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Ex Nobel, storia infinita strada chiusa a lungo

Giacomo Pelfer
Ex Nobel, storia infinita strada chiusa a lungo

Il Comune ha affidato una perizia per la messa in sicurezza della storica conceria. Pressing sui proprietari per i lavori

30 agosto 2021
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Giacomo Pelfer

SANTA CROCE. È destinato a restare ancora chiuso il tratto di via San Tommaso che corre lungo la storica conceria Nobel di Santa Croce. Una strada tagliata a metà, ormai da quasi un mese, in attesa di un intervento di sicurezza che nessuno vuole o vorrebbe pagare.

Dall’inizio di agosto a oggi, infatti, la situazione non è cambiata: le tre società proprietarie della vecchia conceria continuano ad essere inadempienti rispetto alle prescrizioni dettate dal Comune a inizio anno. Da qui la decisione dell’amministrazione di affidare un incarico per capire realmente cosa serve per mettere in sicurezza l’immobile e riaprire la strada, nella speranza che siano i proprietari a cedere e a farsi carico dei lavori. In caso contrario sarà il Comune a intervenire a spese dalla collettività, per poi rivalersi ovviamente sui proprietari. «Preferiremmo evitare – ammettono dal Comune – ma a mali estremi saremo costretti a farlo. Non possiamo tenere chiusa una strada». La questione, del resto, si trascina ormai da anni: una prima chiusura era già avvenuta nel 2014, mentre nel 2019, dopo l’ennesima ordinanza del Comune seguita a un sopralluogo dei vigili del fuoco, la proprietà era intervenuta per fissare la facciata di via San Tommaso con alcuni tiranti, andando anche ad alleggerirla di tegole, grondaie e di tutti gli elementi che potevano appesantirla. Dopo quei primi lavori, a cui era seguita la riapertura della strada, era previsto però un secondo intervento – mai realizzato – per montare una copertura in lamiera che proteggesse le strutture lignee che sorreggono la struttura. Per questo il Comune è tornato all’inizio del 2021 a bussare alla porta dei proprietari, incassando stavolta il rifiuto a eseguire ulteriori interventi, come comunicato ufficialmente in una lettera recapitata agli uffici comunali il 29 luglio scorso. Da qui il braccio con l’amministrazione, che nei primi giorni di agosto ha chiuso la strada iniziando a mettere in conto ai proprietari il suolo pubblico, anche se al momento la situazione non è cambiata.

«La priorità è riaprire la strada – aggiungono dall’amministrazione comunale – sia per la residenza sia soprattutto per le attività economiche. Per questo abbiamo affidato un incarico che ci dica come intervenire. In base alla relazione finale chiederemo ai proprietari di eseguire i lavori che servono». In caso contrario dovrà pensarci il Comune, anche se la questione dell’ex Nobel sembra destinata a trascinarsi ancora.

Proprio per le sue facciate singolari, infatti, l’immobile fu inserito 20 anni fa nell’elenco delle vecchie strutture industriali di Santa Croce da tutelare, con tanto di successivo piano di recupero (approvato nel 2015) che prevede appunto il restauro dell’edificio vietandone la demolizione. Negli ultimi tempi, però, dopo che l’iter per l’apposizione di un vincolo da parte della Soprintendenza non ha avuto seguito, nella testa dei proprietari si è riaffacciata l’idea di modificare il progetto, demolendo il vecchio immobile e ricostruendo nuovi edifici che richiamino gli elementi simbolo delle facciate.

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