«Grazie alla dottoressa Lelli che ci è stata vicina per guarire dal Covid»
parole dal cuore
«Alla mia dottoressa». Comincia così una toccante lettera scritta da Angelo Ambrosio, 64 anni di Pontedera, invalido e poeta, dedicata al suo medico di famiglia, Chiara Lelli, definita «persona sensibile in ogni cosa le chiedi».
L’uomo, suo figlio e sua moglie sono stati contagiati dal coronavirus, con la donna che è pure finita in ospedale per complicazioni dovute al Covid-19. Ma gli Ambrosio in Lelli hanno trovato una persona «sempre disponibile nel momento del bisogno. In tempo di Covid-19 penso sia unica nel suo lavoro. La mia famiglia e io siamo stati contagiati e la nostra dottoressa si è adoperata personalmente per assisterci in un momento tanto difficile».
Ambrosio sembra commosso mentre scrive: «Che dire della dottoressa Lelli. In un mondo di ipocriti, lei è una persona umile e gentile. Una cosa in particolare mi ha colpito molto, quando è venuta a casa per fare ricoverare mia moglie, ha chiesto dove fossero alcune cose e ha preparato personalmente la borsa con gli effetti che avrebbero potuto servirle in ospedale. Come fosse una di famiglia. Mi ha molto emozionato vedere una dottoressa comportarsi così».
Il 64enne dice che la sua famiglia «le sarà sempre grata per tutta la gentilezza mostrata».
E ancora: «Sono sicuro che con tutti i suoi valori e la semplicità che la contraddistingue, la dottoressa Lelli sia ben voluta da tutti i suoi pazienti, visto l’impegno con cui lavora. Credo che sia una dei pochi medici che abbia il coraggio di andare costantemente da casa dei propri pazienti affetti da Covid per curarli».
Angelo D’Ambrosio dice ancora «grazie di cuore» alla dottoressa Chiara Lelli: «La mia famiglia la ringrazia per tutto quello che ha fatto per noi. Resti sempre umile e speciale com’è. Un abbraccio grande». —
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