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lutto 

Muore a 55 anni operatrice di una cooperativa sociale

Martina Trivigno
Muore a 55 anni operatrice di una cooperativa sociale

Cristina Pardini era originaria di Galleno e lavorava alla “Orizzonte” di Quarrata Le colleghe: «Sei stata un esempio per amore, dedizione e professionalità» 

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FUCECCHIO

Quel sorriso timido, la grande forza d’animo, un’immensa gentilezza e l’amore per la famiglia. E pure per quella divisa bianca, che ogni giorno indossava con orgoglio e al tempo stesso umiltà. Resterà un’immagine così dipinta di Cristina Pardini, 55 anni, originaria di Galleno, (dove sabato scorso sono state celebrate le esequie), anche se da molti anni ormai viveva con la famiglia a Pistoia. Lei, operatrice socio assistenziale (Osa) in una Rsa e socia dipendente della cooperativa “L’Orizzonte” fondata a Quarrata 32 anni fa, se n’è andata troppo presto per un male che l’ha strappata all’affetto dei suoi cari. Un dolore acuto e un vuoto incolmabile per chi ha avuto modo di conoscerla e apprezzarne le molteplici qualità: per i suoi familiari – il marito Moreno Pucciarelli e il figlio Francesco – e anche per chi con lei ha condiviso momenti di lavoro: giornate impegnative, ma anche spensierate. Perché – racconta chi la conosceva – Cristina era così: capace di alleggerire la tensione, una presenza rassicurante e instancabile. E sono state proprio le colleghe della cooperativa sociale “L’Orizzonte” a dedicare a lei, fidata compagna, una lettera commovente, scritta nel momento più difficile di tutti: quello dell’addio. Lacerante, insopportabile. «Ci ha lasciate una nostra cara collega, compagna, amica, ed è difficile accettarlo – scrivono le colleghe della cooperativa quarratina guidata dalla presidente Cristina Gori – Cara Cristina, sei stata una di noi e lo sei stata dimostrandoti sempre una persona e una donna che svolgeva il suo lavoro con immenso amore, dedizione e professionalità. Sempre paziente, disponibile, generosa, piena di entusiasmo e spirito vitale. Tutti ti vogliono bene perché hai voluto bene a tutti, le colleghe di lavoro e i nonni di cui ti sei presa cura con tanto cuore e attenzione. Sei stata un sole che scaldava chi gli stava vicino. Hai saputo amare, ma in punta di piedi, senza fare troppo rumore, senza farti notare – concludono le colleghe – Non ti interessava apparire. L’hai fatto con gratuità e spontaneità. Ora ci lasci, ma noi ti sentiamo ancora qui. Perché c’è una continuità che non si spezza con la morte, altrimenti a cosa servirebbe aver condiviso esperienze, problemi, soddisfazioni? Non restano solo i ricordi, tutto il buono che hai saputo portare resta, questo tesoro resta con noi e ci sostiene e continuerà a portare il tuo volto e le tue mani. Grazie Cristina, per tutto questo un grazie infinito. Ci mancherai. Da tutte noi un grande abbraccio pieno di affetto». –

Martina Trivigno

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