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cronaca

Emergenza sangue, centro trasfusionale aperto domenica 8 settembre

Foto di gruppo per la donazione di sangue effettuata da appartenenti all’amministrazione comunale

Pontedera: donazioni da sindaco, assessori e consiglieri comunali. Continua la carenza dei gruppi sanguigni 0 e A


07 settembre 2019


PONTEDERA. Porte aperte al centro trasfusionale di Pontedera, domenica 8 settembre, per provare a superare l’emergenza per la mancanza di sangue dei gruppi 0 e A. Un’occasione in più per i donatori e per gli aspiranti tali, ma che hanno poco tempo a disposizione nei giorni feriali, per dare un contributo concreto per salvare vite umane.. Già, perché si tratta proprio di questo. Il sangue serve a chi soffre di patologie che richiedono trasfusioni frequenti, ma anche a chi è vittima di incidenti o malattie gravi improvvise e deve sottoporsi a interventi chirurgici. Il sangue serve sempre e il calo degli ultimi mesi ha messo in allarme le strutture sanitarie, compresa quella di Pontedera.

«Da alcuni giorni a questa parte, complice anche l’appello che abbiamo lanciato sulle pagine del Tirreno - dice Fabrizio Niglio, direttore del centro trasfusionale degli ospedali di Pontedera e Volterra - le richieste di appuntamenti sono notevolmente aumentate. Il rientro dalle vacanze e la voglia di aiutare il prossimo stanno dando ottimi frutti. Ma la strada è ancora lunga prima di superare le emergenze per i gruppi sanguigni 0 e A».Una generale disponibilità a donare sangue che coinvolge molte persone. Dallo sport alla politica. Di recente la pallavolista Federica Squarcini, originaria di Capannoli, si è sistemata su uno dei lettini del centro trasfusionale di Pontedera col braccio disteso per una donazione. Ieri rappresentanti della giunta e del consiglio comunale di Pontedera, sindaco Matteo Franconi compreso, hanno varcato la soglia della struttura interna all’ospedale Lotti, per provare a sensibilizzare l’opinione pubblica in un momento di estrema necessità.

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Gesti semplici che costano davvero poco in termini di tempo impiegato tra l’ingresso e l’uscita dal centro trasfusionale. Ma che servono come il pane. «E che riescono anche a sensibilizzare chi donatore non è - aggiunge Niglio - Che è ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno per dar futuro a un’attività fondamentale per il mondo sanitario. Spremere all’inverosimile i donatori storici non va bene. Occorre un ricambio generazionale. E qui l’appello è per i giovani, dai diciotto anni in poi, che stanno pensando di fare questa esperienza, ma non hanno ancora trovato il modo o non sono riusciti ancora a superare il timore iniziale che abbiamo avuto tutti».

Domenica, quindi, il centro trasfusionale sarà aperto per tutti. E lo stesso accadrà il 22 settembre: ancora una domenica con il personale sanitario e i medici a disposizione per donazioni, ma anche per visite o informazioni.

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