La madre dell’ex titolare del Dress Code: «Mio figlio è morto per un incidente»
Ponsacco: Massimiliano Rossi, imprenditore di 42 anni, è stato trovato morto in un furgone bruciato a Palma di Maiorca. L'uomo si era trasferito alle Baleari per lavoro
PONSACCO. «Mio figlio era un imprenditore stimato, un grande lavoratore. Ancora non ci sono certezze sulle circostanze in cui è avvenuta la sua morte. Noi crediamo che si sia trattato di un incidente ma aspettiamo le indagini».
A parlare è la madre di Massimiliano Rossi, per gli amici Max, imprenditore di 42 anni, trovato morto in un furgone che è andato a fuoco a Palma di Maiorca. Rossi si era trasferito alle Baleari da alcuni anni, dopo che era stato titolare della discoteca “Dress Code” alle Melorie di Ponsacco e del locale “Villa del Colle” a Vicarello. Le circostanze della morte dell’imprenditore sono da chiarire: l’uomo è stato trovato carbonizzato ma aveva un coltello conficcato nel torace.
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«Mio figlio era molto stimato come imprenditore, si occupava di grandi eventi per pubblicizzare il marchio Eastpack – dice la donna – vorrei che di lui restasse la giusta immagine, cioè quella di un uomo buono che ha aiutato tante persone. A Massarosa aveva messo a disposizione di una comunità un terreno di sua proprietà. Lui era un seguace del maestro spirituale Osho, mi ha insegnato che in parallelo alla fine della vita terrena ce ne sono altre, per questo vivo questo momento con serenità».
La donna spiega anche che già prima della chiusura del “Dress Code” Max aveva deciso di trasferirsi alle Baleari.
«Mio figlio non ha avuto problemi con la giustizia. La discoteca alle Melorie ha chiuso indipendentemente dalla tragica morte del ragazzo di Zoagli». Il ventenne morì dopo un cocktail di droga, durante l’ultima notte di apertura della discoteca con una maratona di 12 ore, all’inizio di maggio 2011. A Ponsacco Rossi, che era originario della Lombardia, ha vissuto fino a quando si era trasferito a Ibiza.
«Bisogna dire che mio figlio avrebbe chiuso quella discoteca ugualmente – aggiunge la madre –. Al massimo se aveva avuto problemi era stato per le chiusure notturne, per gli schiamazzi. Ma anche la sera della tragedia erano stati predisposti attenti servizi per la sicurezza».
La donna spiega che il figlio, che per anni ha lavorato come imprenditore nel settore delle discoteche, era molto “rigoroso” sul lavoro. «Anche se circondato da donne – dice la madre – dal 1991 amava solo Patrizia, che ha lanciato come dj e che ora è a Pechino per un evento che dedicherà a mio figlio».
La famiglia Rossi, quando a metà agosto ha saputo della disgrazia, si è recata alle Baleari. «Il consolato italiano segue le indagini ma con lentezza», si sfoga la donna. Il riconoscimento è stato effettuato dai familiari, tuttavia sono stati poi disposti accertamenti sia per stabilire l’identità (attraverso l’esame del Dna) che come è avvenuta la tragedia.
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