Il Tirreno

Pontedera

In uno scantinato David ha creato il laboratorio del rap

di Tommaso Silvi
In uno scantinato David ha creato il laboratorio del rap

Tutto è nato con un budget di 120 euro, ora la “crew” è formata da 4 ragazzi: i loro brani spopolano sul web

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PONTEDERA. Tanti contenitori di uova applicati al soffitto. Servono a isolare il suono: è il metodo più facile e economico. Sotto quei cartocci tinti di bianco e nero per dare l'idea di una scacchiera c'è anche altro che viene custodito, cullato, alimentato giorno dopo giorno.

È il sogno di David Feraco e dei suoi amici, che da qualche anno ormai hanno fatto una scelta ben precisa: «Passiamo le nostre giornate scrivendo testi e inventando rime. E' la cosa che più ci piace. E' l'amore per il rap».

Ma facciamo un passo indietro. Tutto inizia nel 2008, quando David (allora 15enne) entra in punta di piedi nell'ambiente hip-hop. Alle spalle ha una situazione familiare travagliata, che si complica ulteriormente con la partenza del fratello maggiore per il Messico. «È difficile spiegare l'atmosfera che si respirava in casa mia. Un'aria pesante, dalla quale volevo evadere. Dovevo solo trovare il modo per farlo». E così David si catapulta nella vita di strada, quella sana, fatta di graffiti sui muri e tanti amici conosciuti giorno dopo giorno: «Dipingevamo palazzi abbandonati ascoltando rap americano. Con la bomboletta in mano e uno spazio da decorare mi sentivo bene». Nel frattempo il fascino della musica fa il suo effetto, e prendono vita le prime produzioni. «Il mio pc era vecchio e non potevo farci granché, però scaricai un programma per la composizione musicale e cominciai a cantare su alcune basi già esistenti». Poi l'incontro con Lorenzo Ramerini, in arte Zarten, che lo sente cantare e decide di affiancarlo, componendo per lui le basi musicali. David allora diventa Arnese (nome d'arte) e insieme a Zarten decide di investire nelle musica. «Da parte avevo solo 120 euro e dovevo quantomeno comprarmi un microfono per registrare i pezzi. In più avrei dovuto cambiare il computer e trovarmi uno spazio dove scrivere e registrare le canzoni».

Capacità di adattamento, intuito e una grande forza di volontà. Tre componenti che permettono di superare qualsiasi ostacolo. Arnese ce l'ha nel sangue, e le tira fuori al momento giusto. «C’è una vecchia cantina nel mio palazzo, che veniva utilizzata come ripostiglio per le bici. Decisi di fare lì il mio studio di registrazione».

In meno di due mesi David e Lorenzo trasformano uno scantinato in un salotto, con tanto di divano e un grosso tavolo. Un ulteriore sforzo economico permette ai due di creare una cabina con materiale fonoassorbente e di comprare un microfono a condensatore, «di quelli professionali», spiegano. Piccole strofe, melodie, vere e proprie canzoni. Tutto viene registrato e messo in rete, dove il popolo del web visualizza ed esprime il proprio apprezzamento. Ora a "rappare" sono in 4: ad Arnese e Zarten si sono aggiunti Onemole e Monorain. Insieme formano una Crew, «una famiglia con cui condividere la passione per la musica». E a chi pensa che tutto sia finalizzato al successo in tv, il quartetto risponde: «Il rap è una cultura che insegna a non mettere il denaro e il successo tra le priorità. Il nostro guadagno è il divertimento di chi ci ascolta».

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