Il Tirreno

Pontedera

Alla scoperta dei “nostri” vini d’eccellenza

di Enrico Bimbi
Alla scoperta dei “nostri” vini d’eccellenza

Ecco la mappa dettagliata delle iniziative organizzate domenica dalle aziende agricole

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PONTEDERA. In alto in calici e via ai brindisi per festeggiare la qualità del vino nostrano.

Domenica, prossima, 27 maggio torna “Cantine Aperte”, l’evento nazionale più importante dedicato al vino.

Ben ottocento cantine in tutta Italia attendono il milione e passa di visitatori previsto per questa attesissima ventesima edizione.

Anche nel territorio pisano molte aziende viti-vinicole hanno aderito al “Movimento Turismo del Vino” e aprono i cancelli (dalle ore 10 fino a tarda sera) svelando i segreti dei loro scrigni. Per famiglie ed enoturisti è un’opportunità per avere un contatto diretto con i vignaioli, degustare e comprendere le perle produttive, visitare cantine storiche, parchi stupendi, ville antiche, lasciandosi rapire da anfratti suggestivi e panorami mozzafiato.

E non solo. Infatti anche quest’anno ogni fattoria si è ingegnata per dare maggiore attrazione ed ospitalità attraverso eventi; quelli artistici e quelli gastronomici sono i più gettonati. Ecco un piccolo vademecum per conoscere le cantine aperte, le loro caratteristiche e le varie iniziative messe in programma.

Usiglian del Vescovo alle porte di Palaia è un borgo millenario che ha mantenuto tracce medievali del dominio dei vescovi di Lucca. La più importante e suggestiva è la via di fuga che, scavata nel tufo, collega la villa al campo. I vini di questa azienda hanno la caratteristica di essere molto profumati, grazie al terreno sabbioso e l’altitudine di 200 metri che garantisce buona escursione termica. Il rosè di sangiovese “Sangiosé” e lo strutturato chardonnay “Ginestraio” sono la chiara dimostrazione. Chianti, Grullaio e il top produttivo “Il Cina” sono i rossi. Ad accompagnare le degustazioni ci saranno i salumi Marianelli di Montopoli e i formaggi l’Avvenire di Terricciola. È inoltre allestita la mostra fotografica “Beata solitudo, sola beatitudo”.

Fattoria Varramista di Montopoli Valdarno. L’azienda è famosa sia per i vini altamente recensiti, sia per le piante secolari del parco, sia per il giardino all’italiana considerato uno dei più belli della Toscana, sia per la superba villa che fu casa del compianto Giovanni Alberto Agnelli, al quale va attribuito il merito di aver intuito le importanti potenzialità viti-vinicole di questa tenuta che si sono concretizzate al meglio nel top aziendale “Varramista”, frutto monovarietale di syrah. Sterpato (bianco e rosso) Frasca e Ottopioppi sono gli altri vini da degustare accompagnati dai prodotti gastronomici del Paniere Montopolese (tra questi anche la norcineria Marianelli).

Faranno da contorno l’esposizione di opere pittoriche, fotografiche, produzione in ceramica ed altro artigianato. All’evento partecipano Barilla con le sfiziosità della linea “La Bottega di Olivia e Marino”, la sorgente del Tesorino, la casa editrice Tagete e la Fisar.

Fattoria degli Azzoni. Tappa d’obbligo alle porte di Pontedera, nel paese de La Rotta, è quella alla cantina del conte Aldobrando degli Azzoni. Buona fattura, finezza dei profumi con estrema nettezza e pulizia sono doti dei vini di questa azienda. Nel parco produttivo troviamo la curiosità di uno splendido pinot grigio Villa Sole e di un super profumato vermentino dalle note di erbe aromatiche, Le Fonticchie. Poi i due rossi, il Chianti e il top aziendale Helianthus. In degustazione anche il pregiato vin santo Baciamano.

Nella corte della fattoria sarà allestito un mercatino di artigianato locale, pittura, scultura, folclore (lancio del panforte) e prodotti tipici. Tra questi c’è la particolarità del caseificio L’Avvenire della famiglia dall’Acqua (Terricciola), che porta in degustazione e vendita due superbi vaccini sott’olio che si uniscono alla perfezione con i due bianchi. Nello specifico quello alle spezie mediterranee è da unire al vermentino, mentre quello con senape e zafferano, dal gusto un po’ esotico e dal colore arancio, sembra nato per sposare il pinot grigio. Per i rossi consigliamo il pecorino stagionato.

Tenuta Riccardi Toscanelli. Sempre alla periferia di Pontedera troviamo una nuova apparizione nel panorama enologico pisano. La location è suggestiva, di rara bellezza, storica, architettonica e naturalistica. Maestosa è la Villa Toscanelli, le cui cantine storiche sono state recuperate dalla famiglia Pesce e riportate all’antica bellezza e funzionalità. Il parco annovera piante ultra secolari da vedere ad una ad una.

Un ambizioso progetto è decollato, grazie ad ingenti investimenti destinati alla viticoltura di qualità. È stata messa la massica cura e professionalità nella scelta di terreni più vocati per impianti di viti che oggi regalano già i primi due vini, un rosso di sangiovese (Chianti) ed un bianco di uve vermentino. Da sottolineare l’intervento dell’azienda olearia Col di Conca (Treggiaia), che porta il suo splendido olio per gustose bruschette.

La Tenuta Torre a Cenaia è azienda storica che fu abitata dall’ultimo discendente della famiglia Pitti e riportata oggi agli antichi splendori dalle famiglie bresciane Coppini e Terzi.

L’azienda vanta la cura enologica della nota professionista Graziana Grassini, alias lady Sassicaia, una delle tre nomination dell’Oscar del Vino miglior enologo 2012. Le sue sapienti mani hanno creato il Cenaia Vermentino, considerato uno dei bianchi più buoni della regione. Pitti Bianco, Pitti Vermentino, Pitti Rosato (novità), Pitti Sangiovese, Torre del Vajo e Dolce Peccato sono le altre etichette della fattoria.

A Terricciola c’è la fattoria Vallorsi, dove non mancheranno la signorile accoglienza di Sergio e Stefano Bibbiani e la tavola imbandita. Una novità in rosato, il “Prunetto”, dal colore tenue alla francese, si aggiunge ai freschi bianchi, “I Cerroni” e “Vermentino”. Nei rossi il top della produzione è rappresentato dal “San Bartolomeo”.

Spettacolare è la cantina della Tenuta Podernovo che si erge in posizione di dominio su una collina. Un vero capolavoro artistico/architettonico di grande imponenza e, nel contempo, dal basso impatto ambientale (le pietre utilizzate sono quelle trovate negli scassi delle vigne), ideato per la massima funzionalità delle pratiche di cantina.

Qui i Lunelli, signori dello spumante italiano con il marchio Ferrari, hanno affidato la realizzazione di rossi di prestigio al noto enologo Corrado Dalpiaz. “Teuto” e “Aliotto” sono il risultato del suo lavoro. Da non perdere la suggestiva mostra fotografica di Carla Pampaluna dal titolo “L’impressione delle forme”.

Vicino troviamo Badia di Morrona, azienda storica dei conti Gaslini Alberti che per prima ha creduto sulle grande potenzialità di Terricciola realizzando un grande sangiovese in purezza, il “VignAalta”, ancora oggi il fiore all’occhiello insieme al taglio bordolese “N’Antia”.

Nella fascia più bassa, ma veramente deliziosi, troviamo il Chianti “Sodi del Paretaio” e il “Taneto”. “Felciaio” e “La Suvera” sono le proposte ad alto livello della vinificazione in bianco.

Sempre a Terricciola all’azienda agricola Castelvecchio troviamo Stefano Pantani che presenta orgoglioso la sua produzione, dal profumato rosato di sangiovese “Il Tocco”, al rosso “Le Balze”.

L’azienda annovera un bianco di tradizione, “Il Picchio”, che nasce dal trebbiano con la malvasia e san colombano. Ben fatto anche il vin santo “Armida”.

Cambiando zona ci spostiamo a San Miniato alla Tenuta di Poggio, bellissima azienda condotta con pratiche biodinamiche. I vini della Cosimo Maria Masini saranno accompagnati da tanta musica e animazione per i più piccoli. In calendario laboratori di cucina e stuzzicanti proposte gastronomiche con pizze, focacce e dolcezze. Da degustare il top aziendale, uno splendido sangiovese battezzato con il nome del padrone di casa: “Cosimo”. Nicole e Nicolò sono gli altri due rossi. Nei bianchi consigliamo di assaggiare il profumato “Annick” (chardonnay, sauvignon) e il particolare “Daphnè”, produzione di rottura realizzata con il trebbiano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA  

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