Stelle, strisce e polemiche Pistoia di Rowan nel caos
Senz’anima e punti, il presidente “coach” che divora allenatori e fa giocare il figlio, striscioni e scioperi. Il giocattolo si è rotto?
PISTOIA. Quanto stride adesso la fotografia di Ron Rowan accolto per la prima volta dal boato del PalaCarrara, il 7 aprile nel match vittorioso in campionato contro Reggio Emilia. Gli ingredienti per agguantare un sogno e trasformarlo in realtà a Pistoia c'erano tutti: l'ex giocatore che torna trionfante e acquista insieme ad una cordata statunitense la squadra dov'è diventato ancora più grande, i dollari oltreoceano sganciati per stazionare stabilmente e finalmente nel lato sinistro della classifica, e una curva che non si vedeva quasi dai tempi di Robertone Maltinti (storico presidente scomparso nel 2019): tutta unita solo e soltanto per il Marine, e carica nel sostenere una squadra che di lì a poco si sarebbe giocata i playoff contro Brescia.
Dopo soltanto otto mesi però, il vento è cambiato nella città dei due orsi: la sostituzione di coach Brienza, condottiero di una stagione memorabile, liquidato in meno di otto minuti di dialogo, ha cominciato a far storcere qualche bocca. Al suo posto è arrivato Dante Calabria, dopo un'estenuante attesa terminata quasi a ridosso del campionato, a squadra già ampiamente disegnata. La piazza s'interrogava, convinta però che in campionato la musica avrebbe avuto tutta un'altra melodia. Nella vittoria esterna di Cremona un altro segnale che qualcosa non quadrava del tutto: Maverick Rowan, il figlio del presidente in campo col cambio chiamato dal padre stesso: coach Calabria in pratica esautorato. Poi assente contro la Reyer (ufficialmente per un malanno) e infine allontanato con risoluzione consensuale il 5 novembre.
Prima di quella data l'ultima vittoria (delle 3 complessive su 12 gare) a guida Tommaso Della Rosa, fratello di capitan Gianluca: una prova di carattere contro la UnaHotels. Alla fine per guidare i biancorossi è stato scelto Markovski, ex allenatore proprio del presidente. La squadra è stata ridisegnata, «i cambi voluti proprio dal coach in persona», così ha detto Rowan meno di un mese dopo. Ma neppure l’allenatore macedone è riuscito ad invertire la rotta: sei sconfitte su sei partite, e dichiarazioni non proprio benevole nei confronti della presidenza. Il coach originario di Skopje ha rispedito al mittente le parole di Rowan sulla costruzione della squadra, e rincarato la dose spiegando anche come a Pistoia «sia difficile fare gruppo, dalla società in poi. Si dovrebbero evitare egoismi». E allora altro ribaltone: spazio al terzo allenatore, Gasper Okorn, attuale ct dell'Ungheria.
Nel mezzo, l’assenza pesante e rumorosa della curva, la Baraonda Biancorossa, che per la prima volta in 16 anni disertava il PalaCarrara, in netto contrasto con un dirigente a cui è stato dedicato un inequivocabile striscione. Stessa sorte due giorni fa fu riservata allo stesso presidente, invitato con un drappo fuori il Palazzetto “a fermare questa follia”.
Il basket sta perdendo entusiasmo a Pistoia: una foto che stride in città, come quella di Rowan otto mesi fa. Ma cosa ne pensa un grande ex di questa squadra, ad essa tuttoggi molto legato? Tra silenzi e inviti gentilmente declinati accetta di dare una propria opinione Matteo Lanza, che a Pistoia ha giocato dal 1991 al 93. Già campione d’Italia e di una Coppa Italia con la Virtus Bologna, la 60enne ex guardia veronese oggi abita a Massa ed è il direttore di un'importante azienda di logistica: «Non si era mai visto – conferma – nella storia della pallacanestro pistoiese un clima così conflittuale fra società e tifoseria. Questa situazione si sta verificando peraltro in una stagione in cui la società ha trovato quella stabilità finanziaria che, negli anni scorsi, purtroppo non era presente. Quando le cose vanno così male occorre che tutti facciano un attento esame di coscienza. Ron Rowan deve prendere la consapevolezza che l'essere stato un grandissimo campione sul parquet non lo rende automaticamente un grande presidente. D'altro canto occorre che i giocatori diano il massimo senza lasciarsi coinvolgere in inutili polemiche e che il pubblico torni a essere il valore aggiunto in ogni partita al palazzetto. La stagione non è finita e Pistoia può ricominciare a vincere per rimanere ancorata alla serie A1. Se, come ne sono certo, l'obiettivo salvezza sarà centrato, il prossimo campionato potrà essere davvero ricco di soddisfazioni perché si sarà fatto tesoro delle difficoltà di quest'anno».
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