Il Tirreno

Pistoia

Carpa diem dritto in copertina «Aspettavo questo momento»

di Lorenzo Carducci
Carpa diem  dritto in copertina «Aspettavo questo momento»

31 maggio 2024
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MONTECATINI. Carpa diem. È Gianluca Carpanzano il protagonista della favola nella favola degli Herons Montecatini e della vittoria in gara-5 al PalaColombo di Ruvo di Puglia (81-93) che vale la finale playoff per la promozione in serie A2, al via domenica contro Avellino. Ecco date e orari: gara 1 domenica alle 18 e gara 2 martedì alle 21 entrambe al Palaterme, gara 3 venerdì 7 giugno alle 20,30 ad Avellino, eventuale gara 4 domenica 9 alle 18 sempre al Pala del Mauro, gara 5 al Palaterme mercoledì 12 giugno alle 21.

Torniamo a Carpanzano e facciamo un passo indietro. Assente da gennaio per problemi fisici, prima dei playoff il play-guardia classe ’95 scende nella sua Calabria per trovare una soluzione. Sembra una di quelle rischiose pause di riflessione, invece torna motivato e in forma. E dopo aver ripreso confidenza col parquet nella serie con Mestre, si trasforma da bruco in farfalla nella notte (finora) più importante della stagione. Riscuote il credito col basket con 20 punti in 21 minuti di cui 14 nel secondo tempo, respingendo il rientro della Tecnoswitch. Poi la bomba dei titoli di coda sul +12 a 80 secondi dalla fine, dopo aver innervosito e fatto espellere Contento. Domina la partita emotivamente con spavalderia e naturalezza: l’acquisto in più, simbolo di una Fabo dalle mille risorse e in cui tutti possono essere eroi.

Carpanzano, una serata da ricordare per lei e per tutti i rossoblù. Che emozioni ha provato?

«L’unico pensiero che avevo era che non poteva e non doveva finire così: la mia stagione e quella della squadra. Tutto il resto è stata una conseguenza di com’è andata la partita. Sono rimasto concentrato, da tempo sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento, anche se tardava. In campo mi sono sentito bene di gambe e lì mi si è acceso qualcosa dentro. Ho pensato: stavolta non ci recuperano. Abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso».

Lei e Benites top scorer, ma in quest’impresa come sempre c’è il mattoncino di tutti.

«Essere squadra significa questo. Penso a Daniele (Dell’Uomo) che si è francobollato a Jackson per tutta la serie, Adrian (Chiera) che oltre a colpire in attacco si è sacrificato tanto anche in difesa, Matej (Radunic) che ha stretto i denti nonostante il mal di schiena, l’energia di Antonio (Lorenzetti), Nicola (Natali), tutti. Quando metti la squadra al primo posto poi ti torna tutto indietro. Abbiamo dimostrato di avere un’anima, una storia, un vissuto anche di difficoltà superate, perché questo è un gruppo che si vuole bene. La nostra voglia di stare insieme e non mollare ha fatto la differenza, vincendo una partita che sul 63 pari sembrava l’ennesimo incubo».

Che cosa c’è dentro questa rimonta dallo 0-2 al 2-3?

«In queste serie l’aspetto emotivo viene molto prima di quello tecnico e tattico. Io ho pensato fin da subito che fossimo più forti e più squadra di loro e che giocando come sapevamo avevamo la possibilità di portarla a casa. Anche sotto 2-0 ci abbiamo creduto, in generale siamo quasi sempre stati avanti, dovevamo solo limare i parziali subiti. È quando le cose vanno male che c’è ancora più da credere e investire nel gruppo. Abbiamo dimostrato compattezza spalle al muro, ribaltando la serie: può sembrare un miracolo ma noi sappiamo di poterci riuscire».

Adesso la finalissima contro quella Avellino che ha già vinto al Palaterme. Sensazioni?

«Avellino è cresciuta tantissimo nella seconda parte di stagione col nuovo allenatore Crotti, l'innesto di Chinellato, Fresno e i nuovi equilibri. In finale ci arrivano le più forti e pronte: loro lo sono ma anche noi. Siamo acciaccati ma credo che tutti i dolori che possiamo avere spariranno con la palla a due domenica. Sarà una sfida bella e tosta, loro con la Pielle Livorno hanno fatto la nostra stessa rimonta e per questo saranno carichi. Però noi abbiamo il fattore campo e infatti spero in un Palaterme delle grande occasioni, la spinta del pubblico sarà decisiva. Mancano tre vittorie, vogliamo tagliare questa retina».

Una dedica?

«Quella personale la tengo per più avanti. Intanto la faccio alla squadra, i compagni che mi hanno aspettato, facendo gli straordinari per arrivare a questo punto. Hanno sopperito alla mia assenza e supportato il mio rientro. Ho sempre sentito la loro presenza e sono contento di averli ripagati. Quando sono andato a casa ho ricevuto tanti messaggi di vicinanza anche dai tifosi e dalla società. Era un momento complicato, tutti volevamo trovare una soluzione. Poi ci siamo riusciti e l’affetto mi ha aiutato tanto. Volevo solo tornare a giocare queste partite. Adesso siamo in finale, non possiamo farci scappare quest’opportunità».

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