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La strage

Tragedia ferroviaria in Spagna, donna pistoiese ancora dispersa: nessuna notizia dopo lo schianto – Cosa sappiamo

di Tiziana Gori
Il tragico schianto
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Il tragico schianto

Dopo le informazioni contrastanti circolate nelle scorse ore, non è arrivata alcuna conferma ufficiale sulla sua sorte: smentito nel pomeriggio di giovedì dalla Farnesina il ritrovamento

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PISTOIA. Un’altra giornata senza la notizia attesa. Senza sapere che cosa sia accaduto alla donna originaria di Pistoia che risulta ancora dispersa nel disastro ferroviario di Urda, nella zona di Toledo. Nella serata di ieri, 29 ottobre, non era arrivata alcuna conferma del suo ritrovamento.

Resta una delle due italiane delle quali si cercano notizie dopo lo scontro fra i convogli Iryo e Renfe: 69 le vittime accertate, oltre cento i feriti. Dietro il bilancio della tragedia c’è anche questa attesa, sospesa fra angoscia e speranza.

Cosa sappiamo

Della donna si conoscono pochi elementi: le origini pistoiesi, la residenza in Spagna, l’iscrizione all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Non sono stati comunicati il nome e l’età, né è stato precisato se provenga dal capoluogo o da un comune della provincia. La Farnesina non ne renderà note le generalità fino a quando non sarà ritrovata, in vita o priva di vita. Resta così una storia della quale mancano quasi tutti i dettagli, ma che tiene in apprensione anche il territorio da cui è partita.

A rendere più difficili queste ore sono state le informazioni inesatte circolate nel pomeriggio: le due donne sarebbero state rintracciate. Una svolta che non ha trovato conferma, accompagnata anche dall’attribuzione al ministro Antonio Tajani di una frase mai pronunciata. All’ora di cena, invece, la situazione restava quella comunicata dalla Farnesina: «Due italiane disperse e un ricoverato».

La giornata

Il ministro degli Esteri ha fatto visita in ospedale a Jeremias Conte Grand, il connazionale italo-argentino ferito nell’incidente. Sua sorella, Ana Martina, 32 anni, è una delle due donne ancora disperse. L’altra è una cittadina italo-venezuelana. Dalla Farnesina non arriva però conferma che Ana Martina sia la donna di origini pistoiesi: un collegamento che, in assenza di un riscontro ufficiale, non è possibile stabilire.

Una notizia rassicurante era arrivata in mattinata, ma riguardava un’altra persona. Una delle tre connazionali indicate come disperse dalla sera precedente aveva contattato il Consolato a Madrid per comunicare di stare bene. Viaggiava sul treno Renfe. Per le altre due, invece, le verifiche sono proseguite senza un esito comunicato.

Anche il console d’Italia a Madrid, Giacomo Grandesso, è stato in ospedale ed è in contatto costante con la Farnesina e le autorità spagnole. Ambasciata e Consolato seguono gli accertamenti con polizia e servizi sanitari. Ai familiari delle disperse, con i quali il Consolato mantiene un contatto continuo, è stata offerta assistenza per ogni necessità.

Alle famiglie si è rivolta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Desidero esprimere la mia personale vicinanza e quella del Governo italiano». E ha richiamato «l’impegno senza sosta della Farnesina per fornire tutta l’assistenza necessaria in queste ore così drammatiche».

Le autorità spagnole si occuperanno delle identificazioni delle vittime, anche attraverso campioni di Dna, con il coordinamento del ministero della Giustizia e in raccordo con le ambasciate. Per le persone ancora disperse continuano intanto le verifiche. L’assenza di notizie non permette di conoscerne la sorte. Per la donna originaria di Pistoia, dopo un’altra giornata di informazioni contraddittorie e speranze rimaste senza conferma, resta l’attesa di una risposta certa.  

Un legame industriale e umano

L'incidente tocca il territorio anche sul fronte tecnologico. Uno dei due treni coinvolti – nello specifico il convoglio tamponato mentre era fermo sui binari a causa di un guasto al segnalamento – appartiene alla flotta della compagnia privata Iryo, operatore partecipato da Trenitalia. Si tratta di un Frecciarossa 1000 (noto anche come ETR1000), un vero e proprio gioiello dell’alta velocità ferroviaria interamente progettato e costruito nello stabilimento Hitachi Rail di Pistoia.
Un tragico incrocio del destino che unisce la storica tradizione manifatturiera dei binari pistoiesi all’ansia di un'intera comunità, in attesa di notizie ufficiali dalla Farnesina sulla propria concittadina.

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