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Toscana

L'intervento

Scuola 2030, Alessandra Nardini: «Educare al pensiero critico per riconoscere la verità e difendere la democrazia»

di Alessandra Nardini (*)

	Alessandra Nardini
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Alessandra Nardini

Inserire studentesse e studenti in una redazione, consentirgli di confrontarsi con il lavoro giornalistico, con la scelta delle notizie, con le fonti e con la verifica dei fatti significa offrire loro strumenti che serviranno ben oltre l’esperienza scolastica

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Viviamo in un tempo in cui essere informati non significa necessariamente capire ciò che accade. Siamo immersi in un flusso continuo di notizie, immagini, video e commenti. Le guerre e il genocidio a Gaza, le crisi internazionali, le tensioni sociali e politiche entrano ogni giorno nei nostri telefoni, mentre l’intelligenza artificiale rende sempre più semplice creare contenuti credibili anche quando non sono veri. Per questo saper leggere criticamente le informazioni è oggi una competenza democratica fondamentale.

È da qui che parte il valore dell’edizione 2026 di @Scuola 2030, il progetto de Il Tirreno realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale. Inserire studentesse e studenti in una redazione, consentirgli di confrontarsi con il lavoro giornalistico, con la scelta delle notizie, con le fonti e con la verifica dei fatti significa offrire loro strumenti che serviranno ben oltre l’esperienza scolastica.

Distinguere un fatto da un’opinione, riconoscere una manipolazione, capire chi produce un contenuto, verificare un’immagine o una dichiarazione non è più soltanto una competenza professionale: è parte dell’essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli. E lo è ancora di più per le giovani generazioni, che abitano uno spazio pubblico segnato dagli algoritmi, dalla velocità, dalla polarizzazione e dalla possibilità che un’informazione falsa raggiunga milioni di persone prima che qualcuno abbia tempo e modo di smentirla.

La scuola ha quindi un compito enorme: aiutare le ragazze e i ragazzi a costruire un pensiero critico autonomo, a esercitare il dubbio, a non fermarsi alla prima risposta, a saper sostenere le proprie idee e, allo stesso tempo, ad ascoltare quelle delle altre persone. In un mondo che tende a semplificare tutto in schieramenti contrapposti, educare alla complessità è già un grande esercizio di democrazia.

“Scuola 2030” ha anche un importante valore orientativo. Permette alle studentesse e agli studenti di misurarsi con un’esperienza concreta, conoscere professioni, competenze e realtà produttive, capire meglio le proprie inclinazioni. È questo il senso che dovrebbero avere i Pcto: esperienze formative autentiche, sicure e di qualità, capaci di accompagnare le scelte future, senza trasformarsi in una sorta di sfruttamento lavorativo o in un semplice adempimento burocratico.

C’è infine un altro aspetto decisivo. Avvicinare le nuove generazioni al giornalismo significa far comprendere quanto siano preziose una stampa libera, autorevole e indipendente e quanto peso abbia la responsabilità di chi informa. Quando la propaganda prova a sostituirsi ai fatti, quando il dissenso viene delegittimato e quando la verità sembra diventare soltanto una delle tante versioni possibili, difendere la qualità dell’informazione significa difendere la qualità delle nostre democrazie.

Per questo @Scuola 2030 è molto più di un progetto scolastico. È un investimento sulla capacità delle ragazze e dei ragazzi di leggere il presente e immaginare il futuro con la propria testa. Ringrazio Il Tirreno, l’Ufficio Scolastico Regionale e tutte le realtà coinvolte per aver scelto di investire in questo percorso. 

* Assessora all’istruzione della Regione Toscana
 

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