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Pistoia

La tragedia

Disastro ferroviario in Spagna, dispersa una donna pistoiese: «Sono ore di ansia e speranza»

di Tiziana Gori

	Un'immagine del tragico schianto in Spagna
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Un'immagine del tragico schianto in Spagna

Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana, commenta: «Momenti di angoscia, il nostro pensiero va alla sua famiglia»

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PISTOIA. Una donna originaria di Pistoia, residente in Spagna, è tra le tre italiane disperse nel disastro ferroviario avvenuto stamattina, 28 ottobre, a Urda, nella zona di Toledo. In serata risultava ancora dispersa: a confermarlo è stato l’ufficio stampa della Farnesina, nell’ultimo aggiornamento della sera. Non erano stati resi noti né il nome né l’età, e non era stato precisato se fosse originaria del capoluogo o di un comune della provincia.

Residente in Spagna: gli aggiornamenti della Farnesina

La donna è iscritta all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, come gli altri connazionali a bordo del convoglio Iryo, secondo quanto riferito dal Maeci. È questo il profilo, ancora scarno, emerso nel corso di una giornata segnata da informazioni parziali e aggiornamenti successivi. Mancano gli elementi per ricostruire la sua storia, i legami con il territorio pistoiese, le ragioni del trasferimento in Spagna. Il punto fermo è la conferma del ministero degli Esteri sulla sua provenienza, insieme all’attesa di notizie sulla sua sorte.

Con il passare delle ore, il numero degli italiani risultati coinvolti è salito dai cinque delle prime informazioni a nove. Nell’ultima nota diffusa, venivano indicati tre italiane ancora disperse, altri cinque italiani in buone condizioni e un sesto ricoverato in ospedale, fratello di una delle donne disperse. Non è stato specificato se si tratti del fratello della donna originaria di Pistoia, né sono state precisate le sue condizioni.

Il ministero degli Esteri segue la situazione in coordinamento con l’ambasciata e il consolato generale a Madrid. Sul posto si trova il console Giacomo Grandesso, in contatto diretto con le autorità spagnole. Una squadra del consolato, su richiesta del ministro Antonio Tajani, continua a visitare gli ospedali della zona e i centri di raccolta dei superstiti per acquisire informazioni e prestare assistenza. Per il convoglio Renfe proseguono inoltre i contatti per ottenere l’elenco completo dei passeggeri e verificare se vi siano altri italiani coinvolti.

«Ore di apprensione»

L’apprensione è arrivata anche in Toscana. «Tra i dispersi ci sarebbe anche una donna di Pistoia. Sono ore di angoscia, di ansia e di speranza», ha dichiarato Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione. «Il nostro pensiero è rivolto a lei, alla sua famiglia e a tutte le persone coinvolte. Seguiamo con apprensione le operazioni di soccorso, aggrappati alla speranza di ricevere presto buone notizie».

Un altro legame unisce Pistoia ai binari del disastro: il convoglio Iryo coinvolto è un Frecciarossa 1000, modello costruito nello stabilimento Hitachi Rail di via Ciliegiole. Un richiamo alla produzione ferroviaria della città che resta distinto dagli accertamenti sulle cause dello scontro.

I soccorsi sul posto

Sul luogo dell’incidente i soccorsi procedono palmo a palmo. Al quotidiano El Mundo, Víctor Manuel Fernández, ufficiale dei vigili del fuoco della Comunità di Madrid, ha spiegato la necessità di mettere in sicurezza le carrozze sulle scarpate, per impedirne altri movimenti, e di verificare l’assenza di tensione sulla linea elettrica. Dove porte e finestrini non sono accessibili, le squadre aprono varchi nelle fiancate. Per proseguire durante la notte sono stati inviati mezzi dotati di potenti fari.

Le fotografie restituiscono anche la dimensione umana del disastro: una donna stringe un uomo tenendo la testa appoggiata alla sua; un ferito con la camicia macchiata di sangue viene sostenuto da un soccorritore. Al calare della sera, le luci illuminano i vagoni piegati lungo la scarpata e una grande gru si alza accanto al convoglio. Per la donna originaria di Pistoia, l’attesa resta legata alle verifiche negli ospedali e nei centri di raccolta dei superstiti. 

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