Il Tirreno

Pistoia

La tragedia

Morto a 20 anni sull’A11, gli amici ricordano Giulio con un falò in riva al mare: «Un corteo di auto e moto per il suo addio»

di Redazione Pistoia

	Il falò e Giulio
Il falò e Giulio

Venerdì ci sarà l’autopsia sul corpo del giovane scomparso. Il ricordo: «Sempre disponibile con tutti e sempre capace di strappare un sorriso anche nei momenti peggiori»

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PISTOIA. Si terrà venerdì 10 luglio l’autopsia sul corpo di Giulio Rafanelli, il giovane di vent’anni morto domenica mattina in un tragico incidente lungo l’autostrada A11 mentre stava tornando a casa a Ponte di Serravalle, in provincia di Pistoia, dopo aver trascorso la nottata a Viareggio per festeggiare il compleanno di un amico. Dal pomeriggio di venerdì la salma sarà poi esposta alle cappelle mortuarie dell’ospedale di Pistoia, dove lunedì (ancora è da decidere l’orario) si terrà una cerimonia funebre: dall’ospedale partirà infine un corteo di auto e moto fino al cimitero di Serravalle paese, dove Giulio sarà sepolto.

La tragedia non ha colpito soltanto il territorio di Serravalle e del Pistoiese, ma anche – e con forza – Viareggio e la Versilia: qui il ventenne aveva infatti svolto la professione di aiuto-bagnino per alcuni anni stringendo amicizie e legami importanti. E qui, a Lido di Camaiore, abitava durante i mesi invernali, anche negli ultimi due anni quando aveva intrapreso la professione di autista di camion spesso all’estero per compiere lunghe trasferte.

Il racconto degli amici

Proprio gli amici viareggini e versiliesi, lunedì sera, hanno organizzato sulla spiaggia del Muraglione in Darsena un falò per ricordarlo. «Era un ragazzo meraviglioso – racconta Alessandra Pati, una delle amiche versiliesi di Giulio – sempre disponibile con tutti e sempre capace di strappare un sorriso anche nei momenti peggiori. Non abbandonava mai un amico». Nel corso della lunga serata di lunedì, oltre al falò accanto al quale sono state posizionate delle foto di Giulio Rafanelli con il suo nome scritto con lettere colorate, a testimoniare «che Giulio era lì con noi», racconta Alessandra, tante altre sono state le manifestazioni di affetto: striscioni, graffiti e l’abbraccio tra i tanti amici e partecipanti all’iniziativa spontanea, organizzata subito dopo la diffusione della tragica notizia, che l’hanno ricordato con grande affetto.

«Alla fine – racconta Pati – abbiamo organizzato un gruppo Whatsapp dove siamo stati aggiunti tutti e dove poter condividere i nostri ricordi con lui. Non vogliamo e non dobbiamo dimenticarlo. Per questo – conclude – quando a novembre ci sarà il suo compleanno abbiamo deciso di ritrovarci e festeggiarlo. Perché Giulio è ancora con noi, e non ci lascia». 

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