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Sfida a Trump nel nome del “Che”: la scultura vola da Pistoia all’Avana – «Un simbolo di speranza che non si spegne»

di Stefano Baccelli

	La scultura illuminata e non e al centro Giuseppe Bartolozzi
La scultura illuminata e non e al centro Giuseppe Bartolozzi

La coppia di scultori pistoiesi composta da Clara Tesi e Giuseppe Bartolozzi ha deciso di donare a Cuba un’opera che ritrae l’immagine del "Che"

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PISTOIA. La coppia di scultori composta da Clara Tesi e Giuseppe Bartolozzi - nati a Pistoia rispettivamente nel 1941 e nel 1944 e uniti da decenni nell’arte e nella vita - ha deciso di donare a Cuba un’opera che ritrae l’immagine del "Che", in segno di solidarietà con il popolo cubano attualmente oggetto di sanzioni da parte dell’amministrazione Usa. «La nostra vicinanza a Cuba - dichiara Bartolozzi - non è recente. Abbiamo inaugurato l’opera il 9 giugno 2021 a Montignoso, alla presenza di Aleida Guevara. Per la verità, la figlia del "Che" non ha apprezzato molto la nostra scelta di realizzare un Guevara senza il basco e con un albatros al posto della stella al petto. La nostra idea era di mostrare la sua anima di poeta che si librava nel cielo come farebbe il grande uccello marino».

La scultura e la donazione

L’immagine dell’eroe cubano è intagliata in un blocco ovale di marmo statuario di Carrara dell’altezza di due metri. I tratti sono quelli ormai iconici del "Che" che, con l’effetto luce, prendono vita trasformandosi in un’olografia tridimensionale visibile di notte. La scultura, che si avvale di una tecnica originale brevettata da Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi (un po’ anche scienziati), è stata donata al Centro de Estudios "Ernesto Guevara" dell’Avana come omaggio al Che e a tutto il popolo di Cuba. Il progetto è stato condiviso con il figlio Camilo Guevara March, già direttore del Centro ispirato alla memoria del padre, venuto a mancare nel settembre 2022. La scultura è stata trasferita all’Avana grazie al sostegno dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e del Circolo Alexander Langer.

Dove si trova adesso

Attualmente l’opera è custodita in un luogo che è diventato l’emblema della resistenza del popolo cubano al blocco energetico imposto dagli Usa, ovvero all’ingresso della più grande centrale elettrica del paese intitolata al Che, situata di fronte al mare lungo la strada che collega l’Avana a Matanzas, nei pressi di Santa Cruz del Norte. Dicono gli artisti: «L’uovo è simbolo di vita e di rinascita. Da ciò scaturisce la nostra volontà di farne dono al popolo cubano».

Cosa rappresenta

Marco Papacci, presidente dell’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba, dichiara: «Quest’opera straordinaria di Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi non è soltanto un tributo artistico di immenso valore, ma un vero e proprio atto d’amore e di solidarietà militante verso Cuba e il suo popolo. Nel luogo dove la resistenza al blocco energetico imposto dagli USA è lavoro e lotta quotidiana, il volto e lo sguardo del "Che" affiorano dal grande ovale di marmo prendendo vita attraverso la luce. È il simbolo di una speranza che non si spegne: il diritto alla luce, alla dignità e alla vita che il popolo cubano difende ogni giorno, ispirato dall’eredità immortale del suo Comandante. L’Associazione è grata a Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi per aver realizzato quest’opera e, ancor di più, per averla donata a Cuba».

Le opere di Giuseppe e Clara sono oggi esposte in vari spazi in tutto il mondo. Molte di esse, tra cui Nike - che per tutto il mese dello scorso settembre è stata esposta sotto le logge del Comune - sono attualmente visibili nell’area Pallavicini, in cui ha sede la Fondazione Bartolozzi-Tesi. Secondo la volontà degli artisti che l’hanno donata alla città, potrà in futuro essere esposta in modo permanente in un’altra area di Pistoia. Intanto il "Che" pare sorridere al futuro all’Avana. «Temo moltissimo un’invasione di Cuba, ma mi piace pensare che l’immagine poetica del "Che" richiami alla Pace, un bene universale di cui c’è un estremo bisogno», dice Bartolozzi.

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