Quattro anni senza medico di base in paese, Sambuca chiede aiuto alla Regione: raccolte 2mila firme in pochi giorni
L’iniziativa per ottenere un tavolo sulla sanità, il sindaco: «Un successo straordinario di adesioni al di là delle nostre aspettative»
SAMBUCA PISTOIESE. Oltre 2.000 firme raccolte in pochissimi giorni per accompagnare la lettera che l'amministrazione comunale di Sambuca ha spedito ieri, 4 maggio, all'attenzione dell'assessore regionale alla sanità Monia Monni, per chiedere la realizzazione di un tavolo di lavoro in cui affrontare il problema della sanità nel territorio guidato dal sindaco Marco Breschi. Oltre 1.300 giorni senza il medico di base, a rischio il servizio dell'emergenza-urgenza e la guardia medica viene a amano a mano ridotta. Una popolazione abbandonata sotto l'aspetto del diritto alla salute, sancito anche dalla Costituzione, testo al quale il primo cittadino Breschi fa sempre riferimento.
Adesso sono addirittura duemila le persone a volere delle risposte e una soluzione. La situazione non è più tollerabile e la gente, guidata da Breschi, fa appello alla Regione chiedendo aiuto. «Un successo straordinario di adesioni – commenta il sindaco – che va al di là delle nostre aspettative. Non eravamo così ottimisti, perché avendo potuto parlare in questi mesi con molti cittadini, sembra che siano disillusi ormai, senza troppa speranza di avere un riscontro positivo. Negli ultimi periodi siamo sempre stati sottratti dai servizi in genere e ad un certo punto perdi la fiducia. E invece abbiamo fatto comunità, e lo spirito dell'unione ha vinto». Poco più di 100 firme sono arrivate dalla raccolta online, il resto sono cartacee.
«Secondo me è molto significativo questo aspetto – dice Breschi – perché vuol dire che sono stati in tanti a firmare tra coloro che hanno le seconde case. Persone che non sono residenti nel Comune ma che con questo territorio hanno varie forme di legame. Magari persone che popolano Sambuca nel periodo estivo, perché, credetemi, il nostro territorio nel periodo estivo e della stagione dei funghi, si popola in maniera straordinaria, rispetto al resto dell'anno». Ieri mattina è partita quindi una mail dagli uffici comunali «e non una pec – precisa il sindaco – perché il solo argomento sanità, crea l'importanza della richiesta» e senza le pagine recanti le firme, perché l'amministrazione comunale non poteva certo allegare alla mail un centinaio di fogli.
«Subito dopo mi sono assicurato che il materiale della mail fosse giunto in maniera corretta all'attenzione della Monni. Io sono fiducioso in una risposta da parte dell'assessore regionale, o comunque di un interessamento. Non può certo fare finta di niente visto il successo della raccolta firme, che potrà tranquillamente visionare una volta che verrà a Sambuca». Poi Breschi precisa: «Come abbiamo già più volte detto noi chiediamo l'istituzione di un tavolo di lavoro al quale dovrà sedersi la Regione, l'Asl, la Consulta Socio-sanitaria della Montagna pistoiese, la Società della Salute, noi e referenti della vicina Emilia. E capire come muoversi per dare risposte concrete alla popolazione». Se Monni non darà risposte, Breschi è pronto a tornare a manifestare pacificamente il prossimo 2 giugno, seconda data simbolica dopo il 25 aprile.
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