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Sanità: l'emergenza

Pistoia, ospedali in sofferenza: «Mancano 50 infermieri e 13 operatori socio sanitari»

di Tiziana Gori
Pistoia, ospedali in sofferenza: «Mancano 50 infermieri e 13 operatori socio sanitari»<br>

Secondo i dati della Corte dei Conti nel 2025 in Toscana si sono dimessi 500 infermieri, di cui 160 nell'Asl centro

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PISTOIA. Nel 2025 - dati elaborati dalla Corte dei Conti - in Toscana si sono dimessi 800 infermieri. Nell’Asl centro 160. Pistoia, da questo punto di vista, è isola felice: una dimissione nel 2024, zero nel 2025 a fronte di 15 pensionamenti compensati dall’immissione di altro personale.
Non rende meno pesante una situazione di carenza di personale cronica da anni, stimata in una cinquantina di infermieri e almeno 15 oss per i due principali ospedali della provincia, quello di Pistoia e quello di Pescia.

«Il lavoro nel pubblico impiego non è più attrattivo come una volta – conferma Giovanni Susini (Funzione pubblica Cisl) – Questo è innegabile. Diciamo che se c’è la possibilità di aprirsi una strada con delle prospettive nel privato non si disdegna la partita Iva».

Dopo i numeri emersi, la Cgil Toscana ha proposto «un rafforzamento del finanziamento pubblico e una valorizzazione del personale sanitario, anche attraverso iniziative legislative», per affrontare quella che viene definita «una sfida strutturale per il sistema sanitario nazionale».

Personale di pronto soccorso, infermieri, oss: ci sarebbe bisogno di professionisti ovunque. In tanti, tra gli infermieri, nel 2025 hanno scelto di abbandonare la sanità pubblica. Pistoia si è rivelata, in questo, isola felice («Nessuna dimissione, 15 pensionamenti. Solo un’infermiera ha fatto la scelta di dimettersi nel 2024», rivela il dottor Fabio Pronti, dirigente delle professioni sanitarie per l’Asl centro), ma i lavoratori mancano. Lo si grida da anni, le ultime cifre parlano di una carenza di circa 50 infermieri e 13 oss. Cgil e Cisl hanno parlato a più riprese di crescente disagio lavorativo, psicologico ed organizzativo che grava sui lavoratori del servizio sanitario regionale. In particolare la situazione nella provincia di Pistoia è «altamente critica». «La grave carenza di infermieri e di operatori socio sanitari sta mettendo sotto pressione i servizi, con ovvie e preoccupanti ripercussioni sulla qualità dell’assistenza erogata ai pazienti, oltre che sulle condizioni di lavoro degli operatori, soggetti a carichi al limite del sostenibile, ferie negate, continui mancati riposi, ricorso sistematico allo straordinario e mobilità d’urgenza che costringe i dipendenti ad allontanarsi dalla propria sede di lavoro e soprattutto dalla propria residenza, con innegabili ripercussioni negative sulla gestione della vita extra lavoro. Una situazione oramai non più sostenibile che sottopone il personale a stress, burnout, rischi professionali e con la ricerca dell’equilibrio sostenibile "vita-lavoro" che ormai sembra non essere più considerato.

Da aggiungere la grave situazione che vede sempre più spesso e continuativamente gli infermieri costretti a dover sostituire gli operatori socio sanitari, a causa della importante carenza di tale figura negli organici dei vari servizi e/o reparti. Questo configura un evidente demansionamento del personale infermieristico, in violazione delle competenze professionali acquisite con i percorsi formativi con evidenti ripercussioni dirette sull’assistenza infermieristica, poiché l’infermiere è costretto a svolgere compiti di base anziché svolgere competenze assistenziali avanzate».

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