Pistoia, è Massimo Cecchini l’uomo trovato morto carbonizzato nel bosco – Il corpo sepolto dalle fiamme
Il ritrovamento tra Prataccio e Piteglio: disposta autopsia. Potrebbe essere svenuto mentre cercava di spegnere le fiamme partite da un abbruciamento di sterpaglie
PISTOIA. A fare l’orribile scoperta sono stati i vigili del fuoco, intervenuti per spegnere un incendio in un’area boschiva in località Capanne di Sotto, in una zona conosciuta come “Omicio”, tra i paesi di Prataccio e Piteglio. L’incendio è stato spento in breve tempo, ma tra le sterpaglie è spuntato anche il corpo di un uomo, ormai privo di vita e parzialmente investito dalle stesse fiamme che avevano provocato l’allarme lanciato ai vigili del fuoco.
Chi è la vittima
La vittima era Massimo Cecchini, 68 anni, che viveva da solo nella casa di famiglia appunto a Capanne di Sotto. Ex elettricista, poi dipendente di una falegnameria della zona, da qualche anno Cecchini era in pensione e, come la maggior parte degli abitanti delle zone di campagna dedicava il suo tempo alla cura dei campi e dei boschi. E l’ipotesi più probabile è che sia stata proprio questa sua passione per i lavori in campagna a strapparlo alla vita. Vengono infatti escluse ipotesi più inquietanti come quelle che vedrebbero l’uomo vittima di un gesto di violenza da parte di terze persone. L’incidente o il malore (o entrambe le cose insieme) sono infatti le ipotesi ritenute decisamente più attendibili, anche se la dinamica esatta resta da chiarire.
Le ipotesi sulla dinamica
Forse Cecchini aveva notato un principio di incendio nella zona, e quindi è intervenuto sul posto per spegnerlo, oppure, ipotesi più probabile, era lui stesso impegnato in un’operazione di ripulitura della boscaglia, e aveva acceso il fuoco per bruciare i resti della vegetazione. Fatto sta che a un certo punto o per un incidente (per esempio una caduta), magari nel tentativo di spegnere le fiamme che stavano divampando un po’ troppo, oppure per un malore, forse provocato dall’aver respirato il fumo che si levava dal rogo, oppure per cause del tutto indipendenti dallo stesso. Fatto sta che l’uomo è caduto a terra, forse già privo di vita, o forse solo svenuto, e a quel punto, non essendoci più nessuno a controllarle, le fiamme si sono allargate fino ad investire il corpo del 68enne.
L’isolamento della zona e i soccorsi
Secondo la ricostruzione l’uomo in quel momento era da solo e nessuno è potuto intervenire per soccorrerlo, né per dare l’allarme. E se non fosse stato per la colonna di fumo che si levava dalla boscaglia, e che ha destato la preoccupazione di alcune persone che l’avevano notato (il timore di incendi, dopo il grosso episodio di pochi giorni prima in zona Pracchia è molto alto viste le particolari condizioni meteo), chissà quando ci si sarebbe accorti della tragedia, anche perché avvenuta in un territorio abbastanza isolato e difficile da raggiungere.
Il ritrovamento del corpo
Comunque una volta partito l’allarme, nel primo pomeriggio di ieri, sul luogo dell’incendio sono intervenuti i vigili del fuoco, che tra le sterpaglie bruciate hanno rinvenuto il corpo privo di vita e parzialmente carbonizzato di Cecchini. Erano circa le 15,30 e subito è stato dato l’allarme al 118 e ai carabinieri, che non hanno potuto far altro che accertare il decesso dell’uomo, escludendo appunto l’ipotesi dell’aggressione. Trattandosi di una morte comunque “innaturale” è stata disposta l’autopsia per fugare ogni dubbio e per cercare di capire alcuni aspetti dell’accaduto. Per esempio la causa del probabile malore, se fosse o meno legata al fumo inspirato, o se sia stata la causa diretta o indiretta della morte.
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