Il Tirreno

Pistoia

La tragedia

Pistoia, trovato morto in casa a 32 anni infermiere del 118: il saluto ai colleghi e poi la tragedia

di Tiziana Gori

	Federico Bonacchi è morto a 32 anni 
Federico Bonacchi è morto a 32 anni 

La scoperta terribile è stata fatta dalla madre che continuava a chiamarlo al cellulare senza ricevere risposta

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QUARRATA. Non gli rispondeva al telefono, e ha deciso di andare a casa del figlio, a Quarrata, in provincia di Pistoia. Qui la tragica scoperta: Federico Bonacchi, 32 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 9 maggio) giaceva esanime nel letto. Per lui ormai non c’era niente da fare.

La tragedia

Inutile la telefonata al 118 e l’intervento dei sanitari, quei colleghi che aveva salutato solo poche ore prima, finito il turno di lavoro. Giovedì 19 febbraio, invece, poco dopo l’ora di pranzo, dopo aver constatato il decesso del giovane, non hanno potuto far altro che stringersi alla madre e ai familiari informati del fatto.

Nessuna patologia

Bonacchi non sembra soffrisse di patologie pregresse. In attesa di sapere se sarà disposto dalla procura l’esame autoptico, il mondo del 118 piange il decesso di un altro giovane collega dopo quello di Laura Porta, morta a 37 anni il 20 febbraio del 2024, incinta di otto mesi. Federico Bonacchi, laureato in Scienze infermieristiche, aveva lavorato per alcuni anni alla centrale di via Matteotti, a Pistoia. Da novembre, liberatasi la possibilità di stare sul territorio saliva come infermiere sulle ambulanze delle associazioni o sulle automediche.

Il ricordo

Un operatore di emergenza territoriale che amava il proprio lavoro: «Il mondo dell’emergenza – racconta David Nucci, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Firenze - Pistoia – lo appassionava totalmente. Aveva anche comprato un ecografo portatile ne studiava l’uso per migliorarsi. È stato mio studente – continua – Ricordo che l’avevo fatto molto contento quando gli chiesi di fare da correlatore per le tesi di alcuni studenti. Alla fine mi disse: «Ti ringrazio per l’opportunità che mi hai dato». Federico era un infermiere estremamente preciso, e a cui non pesava aggiornarsi con i corsi previsti dalla categoria. Anzi, di recente ne aveva seguito uno particolare: l’emergenza sul campo di guerra». Giovedì 19 febbraio ha salutato i colleghi nella sede della Casa della salute di Agliana, in via Curiel, dove si trova l’automedica del 118 a disposizione della Piana. È tornato a casa. I colleghi lo aspettavano per un altro turno, che non ci sarà.

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