Pistoia, la scommessa di Niccolò Rossi: «Allevo alpaca a Pian di Novello, proteggono l’ecosistema»
Riscalda la casa con stufe a legna, ha un’azienda agricola di piante officinali e i sei esemplari Huacaya e Suri gli danno la lana che vende ai mercatini artigianali
PIAN DI NOVELLO. In quell'ultima casa prima della Riserva di Campolino il tempo scorre più lento rispetto al resto che lo circonda. Nessuna sirena dice quando entrare al lavoro. Non si timbra nessun cartellino per entrare in ufficio puntuali e svolgere in maniera frettolosa tutte le pratiche. In quella casa tutto si svolge secondo il ritmo delle stagioni e per Niccolò Rossi, è il cammino del sole che indica come organizzare la propria giornata lavorativa.
Niccolò è un giovane di 28 anni che ha fatto una scelta di vita. La sua è stata una volontà precisa, per allontanarsi dalla frenesia del vivere moderno, per recuperare certi valori ormai passati e stare il più possibile a contatto con la natura. Un obiettivo dal quale trae il sostentamento per vivere. Non uno preciso, ma tanti impegni gli permettono di essere indipendente e coltivare le sue passioni. Come ad esempio, sicuramente la più originale, l'allevamento degli alpaca, animali simili ai lama, dai quali il nostro protagonista ricava la fibra che poi porta alla filanda della Val Sestaione e da cui ricava lana da vendere.
Siamo a Pian di Novello, e dal terrazzo della casa si può vedere un panorama completamente immerso nella natura, con il Monte Torto e più lontano la Torre del Fattucchio. «Ho scelto questo modo di vivere – ci racconta Niccolò – tre anni fa. In questa casa prima ci abitava il mio bisnonno che allevava le pecore e si era raccomandato di non mandare tutto in malora. Intanto la vegetazione cominciava a occupare gran parte del terreno e quindi ho deciso di venire a d abitarci e bonificare l'intera area di proprietà». Poi il desiderio di allevare gli alpaca. «È un animale che non ha zoccoli – ci spiega – e quindi non rovina il terreno. Quando si nutre non strappa le radici e perciò non rovina l'ecosistema. Ne ho sei, quattro femmine e due maschi e comprendono due razze, cioè la Huacaya, il cui manto è più ricciolo e i Sury che invece lo hanno a ciocche lunghe». La produzione della lana avviene a chilometri zero. Niccolò porta la tosatura dallo zio Silio Giannini alla filanda della Val Sestaione, a pochi chilometri di distanza, e con un telaio artigianale del 1802 Silio crea il prodotto finito. «Tutto questo senza portarlo a Biella – aggiunge – dove ci sono le filande. Il prodotto quindi è al 100% artigianale e puro. Per una buona riuscita le matassine di lana che facciamo sono al 70% di fibra di alpaca e al 30% di lana di pecora rigorosamente della montagna pistoiese. Non contiene lanina, e quindi non irrita la pelle».
La produzione annua non è naturalizzante di quelle industriali. Sono circa 36 chili che Niccolò vende grazie ai mercatini a cui partecipa costantemente. «Ed è anche un prodotto richiesto, perché negli ultimi anni c'è un ritorno a far di maglia, anche tra i giovani». Prima di intraprendere questa scelta di vita Niccolò ha fatto diversi lavoretti, senza niente di fisso. «Con la mia azienda agricola – prosegue – che si chiama “Gran Burrone”, mi occupo anche di piante officinali, dalle quali ottengo dei prodotti naturali che vendo alle fiere o ai mercatini».
Ma il lavoro che concepisce Niccolò è comunque sempre legato alla natura. Ed è per questa ragione che non ha smesso di fare il boscaiolo e che in questo periodo collabora con altri per la produzione degli alberi di Natale. Una scelta competa che va a incidere positivamente anche sul suo stile di vita. «In casa non tengo elettrodomestici, non ho riscaldamento ma solo stufe a legna. Sono scelte. Sembra difficile ma se riusciamo a privarci del superfluo e a vivere solo di cose necessarie, sarà un pochino forse più faticoso, ma ci si guadagna in pace interiore ed equilibrio. Io ho scelto di non avere una vita frenetica».
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