Il Tirreno

Pistoia

Il caso

Pistoia, guardie mediche senza stipendio per colpa delle timbrature

L’ingresso dell’ospedale Ceppo di Pistoia
L’ingresso dell’ospedale Ceppo di Pistoia

«L’Asl vuole il badge ma non ce lo ha dato». La replica: «Falso, non si sono adeguati»

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Sono quattro i professionisti che fanno il servizio di guardia medica per quasi tutto il territorio di Pistoia e hanno la loro postazione all’ospedale Ceppo. Il loro problema è che da due mesi non vengono pagati dall’Asl. Alla base della sospensione del versamento dei loro compensi c’è una questione sulle timbrature dei loro ingressi e delle loro uscite. I medici in questione fanno servizio la notte, dalle 20 alle 8, e poi lavorano per 24 ore su 24 i giorni prefestivi e i festivi.

A quanto spiegato loro stessi (che sono liberi professionisti) « a marzo è arrivata una comunicazione dall’azienda che ci chiedeva l’uso del badge per la registrazione delle presenze». Al momento «la rilevazione delle presenze e degli orari - vanno avanti - viene fatta attraverso il portale telematico Dedalus e rimane registrata da noi anche sulla carta». Il badge, quindi, non lo avevano, «solo alcuni di noi erano in possesso di una “carta operatore” che ci avevano dato una decina di anni fa e che ormai non è più utilizzabile». «Abbiamo chiesto allora il badge all’azienda subito dopo aver ricevuto la comunicazione – vanno avanti i medici – il cartellino non è arrivato e alla fine di marzo non ci è stato pagato lo stipendio così poi come ora ad aprile».«Dopo altre sollecitazioni – si spiega ancora – ci hanno detto di utilizzare l’apparecchio all’ingresso dell’ospedale Ceppo con il nostro codice fiscale e così proveremo a fare. Resta il fatto che siamo senza stipendio. In sostanza non ci è stato retribuito il mese di febbraio e quello di marzo al momento ». L’Asl, interpellata, ha risposto in questo modo: «Ormai dal 2019 tutti i dipendenti devono provvedere a registrare la loro presenza con il cartellino oppure con il sistema Dedalus (nel caso per esempio si trovino in smart working). Purtroppo da tempo i professionisti in questione sono stati invitati a seguire queste procedure e a loro sono stati inviati tutti i materiali per procedere in questo senso ma non lo hanno fatto anche dopo sollecitazioni rimanendo alla rilevazione cartacea». Dunque ci si trova di fronte a due versioni molto contrastanti sulla questione timbrature. E in ogni caso, a prescindere da chi abbia ragione, il sistema si fa vincere ancora una volta dalla burocrazia. Come se fosse quello l’aspetto più importante in fatto di tutela della salute.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La ricostruzione

Camaiore, Piero Moriconi e gli spari mortali a moglie e figlio: la frase choc al cognato e quel post del 2022 – «Mi sono liberato di loro»

di Gabriele Buffoni