Il caso choc
Pistoia, i titolari di un negozio storico: «Resistere per noi è guerra quotidiana»
Il titolare della norcineria De Santis, un’attività della Sala aperta dal 1976: «Cambiate le abitudini di acquisto con il boom dei supermercati e la scomparsa degli anziani che facevano compere al dettaglio»
PISTOIA. Qualità, passione, esperienza e professionalità: caratteristiche che molti pistoiesi, passeggiando sulla Sala e imbattendosi nell’insegna della storica norcineria De Santis, associano a questo esercizio commerciale. Prosegue il ciclo di interviste, in collaborazione con Confcommercio, ai titolari di storiche attività. Tante cose sono cambiate da quella primavera del 1976, anno in cui Agostino De Santis rilevò l’attività, ma la volontà di offrire un ottimo prodotto alla propria clientela è rimasta una costante. «Ho sempre fatto questo lavoro con passione, provando a migliorare me stesso», ha spiegato lo storico norcino. Una ricerca della qualità che dura da una vita, visto che De Santis ha iniziato a praticare il mestiere dalla giovane età: «Vengo dal mondo rurale, a casa mia lavoravano il maiale e fin da piccino ne ero affascinato – dice – a 14 anni ho smesso di studiare e ho cominciato a fare questo lavoro: un modo per migliorare la situazione, dato che eravamo poveri e, venendo dai Monti Sibillini, per andare a scuola dovevo percorrere 5/6 km».
Poi la scelta di iniziare l’avventura sulla Sala, vedendo crescere questa attività insieme alla figlia Sonia: «Quando ho aperto il negozio lei aveva due anni – ha ricordato De Santis – c'era uno scaffale e si metteva a sedere lì… a volte rompeva anche le scatole (ride, ndr)».
Adesso quella bambina è cresciuta e, insieme al babbo, gestisce la Norcineria De Santis che da due generazioni offre una delle migliori carni in circolazione: «L'attività è intestata a me e a Sonia, prima eravamo di più in negozi». Ma quali sono i prodotti che la norcineria offre ai clienti? E quelli più gettonati? «Facciamo il pronto a cuocere anche se poi lo vorrebbero bell'e cotto, un po' di preparato come le svizzere condite, carne di maiale e di pollame: pollo ripieno, petto di pollo, cosci già drogati per il barbecue; produciamo salsiccia, fettine e bracioline di maiale. Finché ho vita non credo di poter nemmeno guardare la carne sintetica». Alta qualità. «Un prodotto italiano, addirittura toscano. Negli anni sono cambiate le abitudini di acquisto, con la perdita degli anziani perdiamo una parte di noi: loro facevano la spesa al dettaglio, oggi molti vanno al supermercato». Molte novità sulla Sala, come «l'abbattimento del gabbione; prima c'erano molte più attività, ne sono rimaste poche, nel mio settore eravamo una decina; ricordo che, nonostante i bisticci fra noi commercianti, c’era solidarietà e discutevamo insieme; ora il clima è diverso». I problemi attuali: «Le persone devono poter raggiungere il centro senza difficoltà, e ritengo sbagliato pensare solo ai locali notturni». Nonostante tutto la storica norcineria resiste: «Continueremo finché ce la faremo, anche se è sempre più difficile».
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