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La rinascita di Bottegone, la frazione di seimila abitanti che giocherà la serie C di basket

di Lorenzo Carducci
La rinascita di Bottegone, la frazione di seimila abitanti che giocherà la serie C di basket

Gialloneri promossi, gioia immensa degli abitanti. Don Baronti: «Porto la squadra al ristorante, adesso aspettiamo nuovi sponsor»

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BOTTEGONE. Il fuoco sacro della passione può portare lontano, ben oltre gli orizzonti pronosticabili per una frazione di 6mila abitanti malapena. Bottegone lo dimostra da anni nella pallacanestro, con una storia “diversa” cominciata nel 2000, quando la serie C conquistata domenica dalla Valentina’s Camicette di coach Milani apparteneva all’Iperuranio, a maggior ragione la serie B disputata dalla società dal 2014 al 2017, prima della cessione del titolo e della ripartenza dal basso.

Con ambizione ma evitando passi più lunghi della gamba, il club ha risalito la corrente tornando prima in serie D e adesso in C Gold, con il taglio della retina in trasferta a Calcinaia con due turni d’anticipo al termine di un campionato dominato. Tutto questo sfatando il luogo comune della squadra parrocchiale sinonimo di amatorialità. A capo del sodalizio c’è infatti da sempre l’appassionatissimo don Piergiorgio Baronti, parroco della chiesa di Sant’Angelo (tra le foto in alto). «Ho visto la partita dal telefonino mentre tornavo da Assisi – commenta euforico, reduce dall’aver accompagnato decine di fedeli al Santuario della spogliazione di San Francesco – ma il punteggio di ospiti e locali era invertito e pensavo che stessimo perdendo. Quando ho realizzato è stata una gioia immensa: sono estremamente contento, per lo staff e per i ragazzi che hanno sempre mostrato forza di volontà e grandi valori. Tra l’altro per Emanuele Zaccariello la gioia è stata doppia, visto che è diventato babbo poco dopo la promozione. Dopo diversi anni di serie D è arrivato giustamente il premio, l’unico dispiacere è stato non essere in casa nostra, oltre al gesto antisportivo che ha subito la squadra dovendo festeggiare al buio. Ma questo non ci toglie nulla. Venerdì porterò tutti a cena al ristorante C’est la vie (accanto alle mura amiche della King, ndr) e poi inizieremo a pensare alla prossima stagione, aspettando nuovi sponsor che si aggiungano per essere competitivi in serie C e non tornare subito indietro».

«Questa società parrocchiale e casalinga è riuscita negli anni ad andare oltre il pensabile – aggiunge don Baronti – Partimmo quasi per caso, poi il percorso è diventato virtuoso ed essere tornati ad alti livelli ci fa molto piacere». Grande entusiasmo anche per coach Milani, grato ai collaboratori Maurizio Chiti e Federico Santi, oltre che al diesse Alessandro Taddei, al presidente Baronti e a tutti i suoi giocatori, tra cui il figlio Niccolò, con cui ha vinto il secondo campionato dopo la promozione in D a Montale di quattro anni fa, assieme anche ad Andrea Bartalini e Luca Pratesi.

«Questa promozione ha un sapore particolare – le parole del tecnico, conosciuto in città anche per essere titolare di Alibabar 2.0 in via Vannucci, che la domenica si sdoppia al PalaCarrara per le partite del Pistoia Basket – in tre anni abbiamo costruito una squadra sempre più competitiva pezzo per pezzo senza spendere chissà cosa ma puntando su altre motivazioni, l’amicizia e la voglia di fare qualcosa di straordinario. Non abbiamo mai nascosto l’obiettivo di quest’anno e nonostante un campionato difficile siamo riusciti a vincere 15 partite di fila, mantenendo il primato da dicembre. Abbiamo ancora due partite da giocare per finire senza sconfitte in casa e con 27 vittorie (e 3 soli ko) . Una soddisfazione grande, col valore aggiunto di condividerla con mio figlio. È bello ricevere così tanto affetto (i complimenti sono giunti anche dalla famiglia Pistoia Basket, in primis da capitan Della Rosa che la maglia di Bottegone l’ha indossata, ndr) e aver visto il pubblico crescere».

«Per il futuro c’è da valutare bene come muoversi – guarda avanti Milani – perché la C implica spese elevate. Ci metteremo a sedere e poi butteremo giù la squadra. L’idea è mantenere l’impianto: Paci e Pratesi hanno deciso di smettere e li salutiamo col cuore in mano, ma otto giocatori li abbiamo già e sarebbe sbagliato stravolgere il nucleo. Intanto aspettiamo tanta gente per la partita in casa di sabato, dopo la cena col nostro super presidente che a noi tiene tantissimo, aspettando lo sponsor Fabio Dani che è capace di tutto».

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