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cronaca

Pistoia, in 50 frodavano l’Inps: intascati redditi di cittadinanza per oltre 400mila euro

La Guardia di Finanza li ha denunciati: in molti casi erano colpiti da misure cautelari


21 giugno 2022 Fabio Calamati


PISTOIA. Ci sono voluti due anni alla Guardia di finanza di Pistoia, per passare al setaccio oltre 3.300 posizioni di persone residenti in provincia di Pistoia. Cercavano, le Fiamme gialle, tra coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, quelli che non ne avrebbero diritto perché (loro stessi o i loro familiari) destinatari di misure cautelari, come gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma. Condizioni ovviamente nascoste nelle autocertificazioni presentate all’Inps

E alla fine i percettori fuorilegge sono venuti fuori e debitamente denunciati alla procura di Pistoia: 50 in tutto, accusati di essersi intascati 406.553 euro senza averne alcun diritto. Molti sono italiani, ma non mancano esponenti di altre nazionalità, come albanesi, rumeni, nordafricani. Ovviamente l’erogazione dei redditi di cittadinanza è stata immediatamente sospesa, mentre le singole posizioni saranno ora sottoposte al vaglio della procura e dei magistrati di Pistoia.

Questo, in sintesi, l’esito dell’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Pistoia, reso noto ieri con un comunicato stampa che sottolinea l’entità della frode commessa dai cinquanta denunciati. Gli oltre 406mila euro percepiti ingiustamente sono «una cifra ravvisabile come considerevole – sottolinea la Finanza – in rapporto alla tipologia di territorio preso in considerazione e al numero di abitanti della provincia».

L’indagine, diretta dalla procura di Pistoia e condotta dai militari delle Fiamme gialle, era finalizzata a verificare la regolarità dei requisiti soggettivi dei richiedenti, in particolare quei dati che vengono autocertificati dai richiedenti ma che risultano non verificabili, né direttamente né indirettamente, dall’ente erogatore, cioè l’Inps. Un requisito, in particolare, è quello di non essere sottoposto a misure cautelari da parte della giustizia, ed anche di non avere familiari in queste stesse condizioni.

Per verificarlo, la Finanza ha verificato se chi aveva fatto domanda per il reddito di cittadinanza e, magari, lo stava già incassando, avesse anche all’attivo una misura cautelare. A quel punto è stato necessario verificare che i periodi si sovrapponessero realmente, con un lavoro estremamente preciso di verifica di tutte le posizioni esaminate. Alla fine, come detto, è risultato che in cinquanta casi persone effettivamente sottoposte a misure cautelari stavano anche intascando – illegittimamente – il reddito di cittadinanza, mettendo quindi in atto una vera e propria frode.

Scandagliando le diverse situazioni, le Fiamme gialle pistoiesi si sono imbattute in diversi casi che si possono ben definire clamorosi. Come quello di un nucleo familiare che, sfruttando alcune lacune nelle procedure anagrafiche dei comuni di nascita e di residenza, è riuscito ad ottenere due volte il reddito di cittadinanza intestato alle stesse persone.

Altrettanto clamorosa la vicenda di un’intera banda di malviventi dedita al traffico di stupefacenti. Molti di essi sono risultati anche percettori di reddito di cittadinanza: avevano sfruttato il fatto che l’ordinanza di custodia cautelare per l’intero gruppo criminale era la stessa.

E poi ancora, è risultato intascare il reddito di cittadinanza una persona sottoposta a misure cautelari per dei reati gravissimi come lo sfruttamento della prostituzione minorile e la tratta di schiavi .

Il reddito di cittadinanza medio a Pistoia e provincia è di circa 500 euro mensili. Ma la frode scoperta dalla Finanza ha consentito a molte persone di incassare somme ragguardevoli: è il caso di due famiglie, 7 persone in tutto, che nell’arco di tempo esaminato dagli investigatori, hanno ncassato illegittimamente 30mila euro a testa.


 

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